Medicina generale. Fnopi: “Infermieri e Medici diano vita a micro-équipe per l’assistenza”

Medicina generale. Fnopi: “Infermieri e Medici diano vita a micro-équipe per l’assistenza”

Medicina generale. Fnopi: “Infermieri e Medici diano vita a micro-équipe per l’assistenza”
Rispetto all'allarme lanciato dal ministro Grillo sui medici con contratti a termine che non riescono a integrarsi nel sistema per i pochi posti, gli scarsi finanziamenti e varie incompatibilità, la FNOPI sottolinea che a mancare davvero è soprattutto un serio ed equilibrato rapporto tra i professionisti che si realizzi attraverso lo sviluppo delle competenze. E propone un'alleanza sul territorio con i Mmg.

Anche la Federazione degli infermieri interviene sul botta e risposta tra il ministro Grillo e i medici di famiglia sugli accessi alla medicina generale. E lo fa rivendicando un ruolo di "welfare assistance" sul territorio e dando la disponivìbilità in questo senso ad alleanze multiprofessionali con i Mmg.

Rispetto all'allarme lanciato dal ministro Grillo sui medici con contratti a termine che non riescono a integrarsi nel sistema per i pochi posti (per la medicina generale, ma anche per le specializzazioni), gli scarsi finanziamenti e varie incompatibilità, la FNOPI sottolinea che  a mancare davvero è soprattutto un serio ed equilibrato rapporto tra i professionisti che si realizzi attraverso lo sviluppo delle competenze.
 
Almeno 10mila medici in queste condizioni sono “usa e getta” secondo il ministro? Secondo la Federazione ci sono circa 15mila infermieri nella stessa situazione a cui se ne aggiungono almeno altri 3-4mila costretti a un lavoro interinale con cooperative che sfruttano la loro professionalità senza riconoscere corrispettivi né economici né professionali e tantomeno di carriera all’altezza dei professionisti.
 
"Il sistema è complesso – si legge in una nota FNOPI – e non vogliamo banalizzarlo attraverso slogan o renderlo malleabile alle istanze nostre o di chiunque altro. La sanità ha bisogno non solo di professionisti, ma di appropriatezza: garantire ovvero il giusto professionista che possa essere messo in grado di rispondere al giusto bisogno, nel giusto contesto, con il giusto utilizzo di risorse nella maggiore autonomia possibile. Serve una visione più ampia e coraggiosa".
 
Secondo la Federazione degli infermieri non è possibile immaginare soluzioni che aprano le porte a inserimenti massivi nel sistema, non meritocratici e che soprattutto illuderebbero giovani alla fine ancora una volta non valorizzati, creando l’ennesimo salto generazionale dopo quello provocato dall’ultradecennale blocco del turn over.
 
La FNOPI si dichiara disponibile a sedersi a un tavolo con la Medicina generale – lasciando da parte "posizioni vetero-professionali legate a una costruzione dell’assistenza vecchia e che non c’è più o a tentativi improbabili di farsi spazio a gomitate in un mondo in cui ormai si lavora insieme", sottolinea –  il ministero e le Regioni per trovare soluzioni multiprofessionali, condivise e, soprattutto, in grado di tutelare chi ora vive nella precarietà che nessuna legge può risolvere senza le necessarie risorse e una nuova organizzazione del sistema.
 
E distingue: "Il medico di medicina generale è il “clinical manager” dei pazienti sul territorio?  Bene: l'infermiere è il loro care manager, il loro “welfare manager". Perché dopo la giusta diagnosi e la scelta della migliore terapia il paziente ha assoluta necessità di essere seguito, guidato e aiutato nei suoi bisogni di salute con approccio proattivo e trasversale, prerogative queste della professione infermieristica". 
 
Oggi, spiega FNOPI,  sul territorio un medico di famiglia ha un massimale di 1.500 assistiti: FNOPI propone un massimale di assistiti cronici o disabili di 500 per infermieri. "Un infermiere che lavori in équipe col medico – afferma –  un infermiere “di famiglia” accanto e a fianco del medico di famiglia, vere e proprie “micro-équipe” sul territorio che siano davvero a fianco del paziente, senza soluzioni pericolose e che dia a ciascuno il suo ruolo nel rispetto delle singole professionalità".

10 Ottobre 2018

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