Medicina Generale. Osservatorio Giovani: “Bene Lorenzin. Ora eliminare altri tempi morti dal percorso di studio”

Medicina Generale. Osservatorio Giovani: “Bene Lorenzin. Ora eliminare altri tempi morti dal percorso di studio”

Medicina Generale. Osservatorio Giovani: “Bene Lorenzin. Ora eliminare altri tempi morti dal percorso di studio”
L'Osservatorio Giovani Professionisti della Fnomceo è soddisfatto per la novità introdotta dal ministro Lorenzin, che permetterà anche ai laureati in Medicina e Chirurgia, non ancora abilitati alla professione, di partecipare alla prova di ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. “Ma - ha specificato l'Osservatorio - ancora molto si può e si deve fare per eliminare i tempi morti dal percorso di studio”.

I laureati in Medicina e Chirurgia, non ancora abilitati alla professione e, quindi, non ancora iscritti agli Ordini provinciali, possono partecipare alla prova di esame per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (Cfsmg). Tutto grazie alla recente modifica del Ministro Beatrice Lorenzin al D.M. 7 marzo 2006. Un cambiamento per il quale l’Osservatorio Giovani Professionisti della FNOMCeO ha espresso “viva soddisfazione”.
 
“Tale modifica – ha commentato l'Osservatorio – introduce un elemento di uniformità nelle modalità di accesso alle specializzazioni e al Cfsmg, parificando i requisiti richiesti per la partecipazione ai relativi concorsi. Soprattutto, consente a tanti colleghi interessati alla Medicina Generale di ridurre i tempi di attesa per l’accesso al triennio formativo. Si ricorda,infatti, che precedentemente l’attesa fra acquisizione della laurea ed inizio del Cfsmg si dilatava fino a più di un anno e mezzo per coloro che si laureavano nelle sessioni di febbraio-marzo”.
 

“In un Paese nel quale si registra un’età media di accesso al lavoro fra le più alte d’Europa, l’iniziativa intrapresa dal Ministero risponde dunque alla necessità, da tempo evidenziata dalla FNOMCeO, di facilitare la transizione dalla formazione ad un’occupazione stabile. Ciò premesso -ha aggiunto l'Osservatorio – anche in virtù delle prospettive demografiche della professione e del bisogno di garantire il turnover, ancora molto si può e si deve fare per eliminare i “tempi morti” dai percorsi di studio, a partire dal completamento della revisione – nei tempi e nelle modalità – dell’esame di abilitazione.
Si ritiene necessario sollecitare le Istituzioni competenti affinché siano chiarite quanto prima le tempistiche sulle date delle prove concorsuali, al fine di evitare ulteriori procrastinazioni e di permettere, inoltre, ai giovani colleghi un’adeguata preparazione ed organizzazione dello studio anche in relazione ai rispettivi impegni professionali”.
 

L’Osservatorio auspica,quindi, che “la modifica del D.M. 7 marzo 2006 non rappresenti un’iniziativa isolata, ma sia parte di un complesso organico di provvedimenti, frutto del confronto fra istituzioni e mondo medico, in grado di fornire, finalmente ed al più presto, risposte alle urgenze dei giovani professionisti”.

 

03 Luglio 2017

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