Medicina generale. Smi: “No a data unica per concorso di formazione e ammissione a specializzazioni”

Medicina generale. Smi: “No a data unica per concorso di formazione e ammissione a specializzazioni”

Medicina generale. Smi: “No a data unica per concorso di formazione e ammissione a specializzazioni”
Il Sindacato dei Medici Italiani, Smi, dice no alla proposta di altri sindacati di sovrapporre la data dei test di ammissione della formazione specifica in medicina generale con quelli delle specializzazioni. “Questa ipotesi - ha spiegato lo Smi - potrebbe comportare una riduzione delle possibilità per i giovani medici di entrare nel percorso formativo post-lauream”.

Contestano e non comprendono la richiesta di modifica della data di concorso per l'ammissione ai corsi di formazione in medicina generale. Il Sindacato dei Medici Italiani, Smi, pur esprimendo soddisfazione per la firma del ministro della Salute al decreto che permetterà la partecipazione anche ai medici non ancora abilitati, non è d’accordo con le sigle sindacali che vorrebbero far coincidere questa prova con il giorno del test per l'ammissione alle scuole di specializzazione mediche.
 
Limitazioni alle possibilità dei giovani
“Infatti – ha spiegato il Sindacato – riteniamo che questa ipotesi potrebbe comportare una riduzione delle possibilità per i giovani medici di entrare nel percorso formativo post-lauream: se il giovane collega venisse posto di fronte ad un bivio tra scegliere il corso di formazione in medicina generale, che non è una specializzazione a differenza del resto d'Europa, o il concorso per l'accesso alle specializzazioni mediche, pare ovvio che sceglierebbe la seconda possibilità, mettendo da parte anche la sua vocazione”.
 
Ciò, secondo lo Smi, potrebbe accadere per diversi motivi: innanzitutto “per una questione statistica – hanno aggiunto – il concorso per le specializzazioni mediche permette la probabilità di ingresso in più di una scuola a differenza del concorso per il corso di formazione in medicina generale. Poi,
l'accesso alle specializzazioni mediche pone il giovane medico in una situazione economica e di tutela migliore rispetto al collega del corso di formazione in medicina generale, basta pensare alla differenza di retribuzione mensile, al pagamento della quota B dell'Enpam, al pagamento di quota Irpef e Irap e al diritto di maternità”.
 
A tal proposito, il Sindacato dei Medici Italiani, Smi, e il suo settore Formazione e Prospettive esprimono il loro consenso a questa modifica invocata da anni, attraverso articoli, comunicati e lettere inviate al Ministero, soprattutto alla luce dei precedenti ricorsi che avevano visto una vittoria e dunque una conseguente partecipazione al concorso di alcuni medici.
 
“Per tali ragioni  – hanno sottolineato – auspichiamo un reale cambiamento del percorso formativo della medicina generale che non può essere realizzato modificando solo una data di concorso e parlando di vocazione verso la medicina generale, anche perché è bene ricordare che la medicina generale non rientra nel percorso di studio universitario e per tale motivo ci chiediamo come il giovane medico neo-abilitato possa avere una vocazione verso questa branca, di fatto, sconosciuta”.
 
Sì a più borse di studio
Favorevoli, invece, all'ipotesi di un aumento delle borse per la medicina generale “ma – ha detto il Sindacato dei Medici Italiani – chiediamo che questa revisione possa essere ragionata alla luce di situazioni emergenti. Primo, l’ accesso illimitato al corso di formazione, senza effettuare concorso, per i medici iscritti all'Università di Medicina prima del 1991 ed abilitati dopo il 1994. Poi, alla reale carenza dei medici, valutata non come numero nazionale, ma ragionata in ottica regionale. Infatti è ben noto che ci sono regioni dove c'è una forte carenza, ma esistono altre regioni ( come la Campania) dove da anni la graduatoria è bloccata e i medici formati sono costretti ad abbandonare il proprio territorio”.
 
“Ci domandiamo, inoltre – ha concluso lo Smi – quale sia l'iter che le Regioni dovranno attuare per permettere l'iscrizione di tali colleghi alla prova concorsuale, pertanto chiediamo che il Ministero divulghi il più velocemente possibile una nota informativa alle sedi regionali per permettere una riapertura dei termini per presentare la domanda di partecipazione”.

13 Giugno 2017

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