#NoViolenzasuglinfermieri. Maria Vittoria Cusumano nuova testimonial campagna Nursing Up

#NoViolenzasuglinfermieri. Maria Vittoria Cusumano nuova testimonial campagna Nursing Up

#NoViolenzasuglinfermieri. Maria Vittoria Cusumano nuova testimonial campagna Nursing Up
Già impegnata nella lotta contro i tumori come ambassador di Komen Italia, Maria Vittoria Cusumano ha voluto unirsi all’appello di altri volti noti della televisione e dei social per dire “Basta alla violenza contro gli operatori sanitari”. Intanto il Nursing Up ha richiesto un incontro al ministro della Salute Roberto Speranza e di essere ascoltato alle Commissioni Giustizia e Affari Sociali in merito alle misure all'esame del Parlamento per fermare le aggressioni in sanità.

Sempre più celebrities con Nursing Up nella lotta contro la violenza sugli operatori sanitari: dopo gli appelli lanciati da Simona Ventura, gli attori Giorgio Colangeli, Michela Giraud, Massimiliano Vado ed Eva Grimaldi, anche Maria Vittoria Cusumano, influencer di successo da oltre 300mila follower, scende in campo per la campagna di sensibilizzazione #noviolenzasuglinfermieri. Un fenomeno esploso l’anno scorso con un vero e proprio boom di violenze, che hanno aperto anche il 2020 con un’escalation di episodi: dall’ambulanza sequestrata a Napoli a capodanno fino agli episodi dei giorni scorsi culminati a Roma con tre infermieri picchiati sotto la minaccia di un coltello all’ospedale San Giovanni Addolorata.

Già impegnata nella lotta contro i tumori come ambassador di Komen Italia, Maria Vittoria Cusumano ha voluto partecipare alla campagna del sindacato degli infermieri veicolando un accorato appello per dire no alle aggressioni. “Nel nostro Paese – spiega nel videomessaggio – un infermiere su dieci ha subito violenze sul lavoro e il 4% è stato minacciato con una pistola. Non si tratta solo di aggressioni fisiche, ma anche verbali, subendo comportamenti umilianti e mortificanti”.

Questi i risultati emersi da una survey dell’Organizzazione Mondiale della Sanità somministrata online agli iscritti del sindacato, per misurare l’entità del fenomeno in Italia. Per Nursing Up si tratta solo della punta dell’iceberg, in quanto la maggior parte degli operatori sanitari che subiscono violenze non denuncia. E proprio questa settimana sono cominciate alla Camera le audizioni alle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali per esaminare i progetti di legge recanti “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni”. Un Ddl che prevede l’inasprimento delle pene per chi aggredisce i sanitari e l’istituzione di un Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari.
 
“Ma non basta un Osservatorio – afferma il presidente Nursing Up Antonio De Palma – né l’approvazione di un provvedimento che giudichiamo insufficiente in quanto non prevede la procedibilità d’ufficio. L’emergenza riguarda ormai tutto il territorio nazionale. Chiediamo alle istituzioni che si dia una risposta immediata e decisa: non c’è più tempo da perdere perché la situazione sta precipitando di giorno in giorno”.

Per questo il sindacato degli infermieri ha richiesto un incontro al ministro della Salute Roberto Speranza e ora chiede di essere ascoltato alle Commissioni Giustizia e Affari Sociali.

23 Gennaio 2020

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