Nuovi Lea. “Fermi da due anni. Superare subito gli ostacoli burocratici”. L’appello delle 75 società scientifiche del FoSSC  

Nuovi Lea. “Fermi da due anni. Superare subito gli ostacoli burocratici”. L’appello delle 75 società scientifiche del FoSSC  

Nuovi Lea. “Fermi da due anni. Superare subito gli ostacoli burocratici”. L’appello delle 75 società scientifiche del FoSSC  
Il Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari denuncia lo stallo tra Governo e Conferenza Stato-Regioni. “Parliamo di strumenti che devono essere garantiti a tutti i cittadini” ma che, a causa dei ritardi, “quando saranno attuati dovranno essere considerati già vecchi e da riformare di nuovo”. Una situazione che, sottolinea il Foru, penalizza soprattutto i cittadini più fragili.

“Da più di 2 anni sono fermi ai blocchi di partenza i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) che, nonostante i numerosi appelli delle 75 Società Scientifiche riunite nel Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani, tardano ad essere attuati e, quando lo saranno, dovranno essere considerati già vecchi e, quindi, da riformare di nuovo. Il complesso di tutti questi provvedimenti, di cui peraltro esiste la copertura finanziaria, è già pronto da molti mesi e non è ancora stato portato ad attuazione per lo stallo burocratico che si è venuto a creare tra Governo centrale e Conferenza Stato-Regioni. A tutto svantaggio dei poveri cittadini; quelli che se lo possono permettere sono costretti a spostarsi, dalle Regioni più povere a quelle meglio dotate per erogare questi servizi, gli altri più poveri ne rimangono privi”. A dirlo, in una nota, Francesco Cognetti, Coordinatore FoSSC (Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani), che torna a chiedere che le due norme che aggiornano i LEA, a distanza di 8 anni dall’ultimo DPCM del 12 gennaio 2017, siano subito promulgate.

“Gli standard di attuazione dei LEA nel 2023 – prosegue Cognetti -, pubblicati recentemente dal Ministero della Salute, ripartiti nelle tre aree prese in considerazione, cioè prevenzione, distrettuale e ospedaliera, mettono in evidenza una situazione di particolare gravità, con un divario tra Nord e Sud che rimane molto netto, ma anche con peggioramenti significativi, rispetto ai dati 2022, di alcune Regioni (Lazio, Sicilia, Lombardia e Basilicata). Inoltre, non possono essere considerate adempienti nei confronti dei LEA 13 Regioni solo per aver superato la soglia del 60% in ognuna delle tre aree di assistenza considerate. Stiamo parlando di Livelli Essenziali di Assistenza e, quindi, di strumenti che necessariamente devono essere garantiti a tutti i cittadini. Inoltre, questi dati si riferiscono a quelli che, ben 8 anni fa, erano stati giudicati elementi assistenziali essenziali. Negli ultimi 8 anni, gli avanzamenti nel settore della Sanità sono stati tanti e tali da considerare gli elementi finora presi in considerazione ormai in parte anche superati”.

“Le due norme che aggiornano i LEA includono numerose modifiche – aggiunge Cognetti -, ad esempio l’ampliamento di screening preventivi, nuove prestazioni sanitarie, aggiornamenti in tema di esenzioni ed introduzione di nuove tecnologie ed ausili terapeutici, nonché lo screening e la sorveglianza attiva per tumori della mammella e dell’ovaio in persone con mutazioni genetiche BRCA 1 e BRCA 2. Il tutto per un target stimato di circa 10mila donne l’anno e l’esecuzione di 45 pannelli standard o avanzati di test molecolari per la ricerca di mutazioni in 22 tumori solidi ed ematologici ai fini dell’uso di 62 farmaci a bersaglio molecolare, per i quali da diversi anni sono già disponibili farmaci specifici che, in studi clinici, hanno dimostrato un importante impatto sulla sopravvivenza e che sono stati già approvati e rimborsati dall’Agenzia Italiana del Farmaco”.

“Sono inclusi in questa analisi – sottolinea il coordinatore del Forum – anche i test genomici da utilizzare nel carcinoma mammario ormonoresponsivo in stato precoce per la scelta del miglior trattamento adiuvante, cioè successivo alla chirurgia, al fine di ridurre potenzialmente il tasso di recidiva in circa 10mila donne, coperti temporaneamente ogni anno da un fondo speciale”.

“Dalla comunicazione di questi dati, insomma, emerge un quadro desolante sui livelli di assistenza che i cittadini italiani attualmente ricevono – conclude Cognetti -. E, se consideriamo anche gli enormi ritardi attualmente in atto sull’autorizzazione e rimborso Centrale e da parte delle Regioni per l’introduzione dei nuovi farmaci, decisivi al miglioramento delle condizioni cliniche da cui sono affetti milioni di cittadini italiani con dati anche peggiori rispetto alla precedente AIFA, il complesso di queste analisi rende conto della necessità dell’avvio di una riforma radicale del nostro Sistema Sanitario Pubblico”.

05 Settembre 2025

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