Onaosi. Rinaldi (Fofi): “Serve un intervento risolutivo del Governo per superare i contenziosi”

Onaosi. Rinaldi (Fofi): “Serve un intervento risolutivo del Governo per superare i contenziosi”

Onaosi. Rinaldi (Fofi): “Serve un intervento risolutivo del Governo per superare i contenziosi”
Per il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Campobasso e rappresentante designato della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Onaosi “appare veramente urgente” una norma, da parte del Governo, per “esentare una volta per tutte l’Onaosi dall’avviare misure di recupero dei contributi che ne metterebbero a repentaglio l’unitarietà della Fondazione”.

Le azioni giudiziarie verso i contribuenti (quelli cioè che lo erano diventati in forza di legge, tra il 2003 e il 2006) per il recupero dei contributi non versati rischia di creare “fratture” in una compagine – quella dell’Onaosi – che aveva mantenuto la sua unità d’intenti per più di un secolo. Ad affermarlo è Michele Rinaldi, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Campobasso e rappresentante designato della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Onaosi, che accoglie con favore l’iniziativa della commissione Igiene e Sanità del Senato, che ha trasmesso al Governo una proposta per risolvere questa criticità, esplosa a causa dell’alternanza di disposizioni legislative sull’obbligatorietà del contributo alla Fondazione Onaosi, allargata dalla Finanziaria 2003 all’intera platea dei medici, veterinari e farmacisti iscritti ai rispettivi Albi e poi, nel 2007, nuovamente ristretta, come in origine, ai soli operatori del Ssn. Un’instabilità normativa che ha origine di un numero davvero rilevante di cause. Il contenzioso, in particolare, riguarda l’assoggettamento ai contributi per il periodo 2003-2006 di tutti gli iscritti agli Ordini sanitari. Un obbligo per la Fondazione che, nel rispetto delle norme, deve comunque “ripetere” le somme non versate dai contribuenti, per non incorrere nel reato di danno erariale.
Al momento i giudizi pendenti superano di molto i 6400. E se fosse necessario avviare le pratiche di recupero sull’intera platea di interessati (a partire dal prossimo ottobre) si potrebbe giungere a un numero enorme di cause, quasi 150 mila.
Come ricorda Rinaldi, già il precedente CdA dell’Onaosi si era rivolto ai ministeri vigilanti (Economia e Lavoro) per ottenere una dispensa dalle azioni giudiziarie verso i contribuenti (quelli cioè che lo erano diventati in forza di legge, tra il 2003 e il 2006) per il recupero dei contributi non versati. Il tentativo era però caduto nel vuoto.
Il nuovo Consiglio di amministrazione ha quindi voluto “premere sull’acceleratore”, trovando sponda nelle Federazioni Ordinistiche di farmacisti, medici e veterinari, per risolvere la complessa vicenda. L’impulso dato da Zucchelli è stato raccolto dal Parlamento e già nell’ambito del dibattito sulla manovra economica si era tentato di inserire una norma che esentasse la Fondazione da un contenzioso non soltanto eccessivamente costoso rispetto ai benefici che se ne sarebbero potuti trarre. Ma anche capace di creare “fratture” in una compagine – quella dell’Onaosi – che, appunto, aveva mantenuto la sua unità d’intenti per più di un secolo.
“Ben venga quindi l’iniziativa della XII commissione Igiene e sanità del Senato – commenta Rinaldi – che pur non avendo potuto inserire la norma auspicata all’interno della manovra, ha comunque inviato al Governo un’osservazione che punta proprio a evitare questo spropositato contenzioso giudiziario”. In particolare, il testo inviato al Governo dalla commissione prevede l’esenzione da parte della Fondazione Onaosi del recupero dei crediti contributivi. Ma “un giudizio positivo”, secondo Rinaldi, va espresso anche “sulla volontà del nuovo presidente Onaosi di trovare soluzione a questo davvero complesso problema. Così come considero positiva la disponibilità mostrata dalle altre Federazioni e soprattutto dalla Fofi verso questa iniziativa. Lo testimonia anche l’impegno profuso dal nostro vicepresidente, Luigi D’Ambrosio Lettieri, anche in qualità di segretario della XII commissione di Palazzo Madama, per far giungere al Governo la richiesta di un intervento risolutorio. Che – conclude Rinaldi – appare davvero urgente: la pausa estiva è ormai vicina e rimarrà solo il mese di settembre per l’emanazione di una norma che esenti una volta per tutte l’Onaosi dall’avviare misure di recupero dei contributi che ne potrebbero mettere a repentaglio l’unitarietà”.

 

22 Luglio 2011

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