Operatori cure primarie: “Valorizzare medicina generale a partire dalla formazione”

Operatori cure primarie: “Valorizzare medicina generale a partire dalla formazione”

Operatori cure primarie: “Valorizzare medicina generale a partire dalla formazione”
"La Medicina Generale italiana sta soffrendo per un periodo di profonda crisi, crisi di identità e di riconoscimento, crisi formativa e di sviluppo professionale, crisi di performances e di campo di azione. Solo una Medicina Generale forte e performante potrà garantire l’esistenza di un Servizio Sanitario Nazionale equo ed efficace". Così il presidente della Società italiana interdisciplinare per le cure primarie Giuseppe Maso, in una lettera aperta indirizzata ai ministri Speranza, Azzolina e Manfredi. LA LETTERA

Il ruolo del medico di Medicina Generale nell’ambito del servizio sanitario deve essere rivalutato al più presto e questo non può avvenire se non attraverso una formazione accademica. A spiegarlo è il presidente della Società italiana interdisciplinare per le cure primarie (Siicp), Giuseppe Maso, in una lettera aperta indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza, al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina e al ministro dell'Università e Ricerca Gaetano Manfredi.
 
"La pandemia che stiamo vivendo – si spiega nella lettera – ha messo in evidenza ancora una volta quanto le Cure Primarie e in particolare la Medicina Generale siano importanti per l’efficacia e la sostenibilità di qualsiasi sistema sanitario. Ma nel corso degli anni questa disciplina è stata espropriata di abilità e compiti che le appartengono, declassata e condannata alla marginalità, al punto che da un lato le viene impedito addirittura di prescrivere farmaci per la cura di patologie ad alta prevalenza (diabete, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco…), dall’altro le si nega la possibilità di accedere a strumenti professionali, come la diagnostica di primo livello (Ecg, Abpm, Holter, Ecografia generalista, Spirometria…), necessari a far fronte alla crescente domanda di salute, in particolare per la presa in carico del paziente cronico".

"Eppure, tra mille difficoltà, ogni giorno circa l’ottanta per cento della quotidiana domanda di salute nel nostro Sistema Sanitario trova risposta nell'operato della Medicina Generale, che affronta innumerevoli problemi, vede enormi schiere di pazienti, prescrive migliaia di accertamenti e si fa carico della diagnosi e della cura di numerosissime patologie. Ma è anche evidente la necessità di attribuire al medico di Medicina Generale nuovi compiti e nuove competenze per dare il via al processo di riorganizzazione e riqualificazione della sanità territoriale".

Di qui, spiega il presidente Maso, la necessità di rivalutare il ruolo del medico di Medicina Generale a cominciare dalla formazione. "Il programma di insegnamento pre-laurea è fondamentale per la definizione dei principi fondanti e delle funzioni della Medicina Generale. Esso descrive il dominio della disciplina e ne definisce il ruolo all’interno dell’assetto organizzativo del sistema sanitario. La Specializzazione in Medicina Generale è fondamentale perché con essa vengono definiti i compiti e le abilità. Definisce il Core Curriculum della disciplina e le performance che le competono. Fondamentali quindi, anche i Italia, i Dipartimenti Universitari di Medicina Generale, con docenti scelti su base curriculare ed una rete di medici di Medicina Generale con relativi ambulatori accreditati all’insegnamento tutoriale".

La medicina generale deve avere anche in Italia il suo posto all’Università perché: “La Medicina Generale/Medicina di Famiglia è riconosciuta a livello internazionale come una disciplina accademica e scientifica, con propri contenuti educativi e di ricerca, proprie prove di efficacia e proprie attività cliniche, che la configurano come una specialità clinica orientata e cure primarie ed inserita in esse (Wonca Europe, Definizione Europea della Medicina Generale, 2011)”.
• Per il riconoscimento della sua originalità e nobiltà di disciplina medica.
• Per la sua indipendenza culturale.
• Per il metodo nella ricerca e nell'insegnamento.
• Per il rapporto paritario con le altre discipline.
• Per la verifica dei titoli e della qualità dei docenti.
• Per i rapporti internazionali istituzionalizzati.
• Per lo scambio di metodologie di formazione e ricerca.
• Per gli stimoli innumerevoli da altre branche e offrire il proprio patrimonio di conoscenze
 
"La Medicina Generale italiana sta soffrendo per un periodo di profonda crisi, crisi di identità e di riconoscimento, crisi formativa e di sviluppo professionale, crisi di performances e di campo di azione. Tutti coloro che hanno a cuore la sopravvivenza di questa disciplina si devono impegnare perché essa rinasca e raggiunga standard europei. Solo una Medicina Generale forte e performante potrà garantire l’esistenza di un Servizio Sanitario Nazionale equo ed efficace", conclude il presidente della Siicp.

04 Giugno 2020

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