Orario lavoro medici. Troise (Anaao): “Deferimento? Era inevitabile dopo immobilismo Governo”

Orario lavoro medici. Troise (Anaao): “Deferimento? Era inevitabile dopo immobilismo Governo”

Orario lavoro medici. Troise (Anaao): “Deferimento? Era inevitabile dopo immobilismo Governo”
Il segretario del sindacato commenta il deferimento alla Corte Ue dell’Italia da parte della Commissione europea per non aver recepito per i medici del Ssn la direttiva sugli orari di lavoro. “Pronti a sostenere l’immenso contenzioso legale che sarà intrapreso per il diritto dei medici a curare e dei cittadini ad essere curati in condizioni organizzative improntate a standard di sicurezza europei”.

“Era inevitabile e prevedibile, dopo l’immobilismo del Governo italiano, nonostante le assicurazioni in merito fornite dal Ministro Lorenzin, il verdetto della Commissione europea che ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia Europea per non aver applicato, ai medici e dirigenti sanitari del Ssn, la direttiva che prevede il limite di 48 ore per l’orario lavorativo medio settimanale e il diritto a periodi minimi di riposo giornaliero corrispondenti a 11 ore consecutive”. Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed Costantino Troise, che teme anche le sanzioni economiche conseguenti alla decisione della Commissione.
 
“Quanto costerà ai cittadini italiani – si chiede – l’insipienza e la arroganza di Regioni e Direttori generali che, sul mancato rispetto delle regole e nella indifferenza alla qualità delle cure, hanno fondato una fallimentare cultura gestionale? E nessuno si faccia illusioni sul fatto che i costi economici siano limitati, perché i dirigenti medici e sanitari italiani hanno la concreta possibilità di intraprendere un'azione legale per il risarcimento dei danni derivanti dalla lesione di diritti previsti dalla Direttiva europea, legittimati da alcune sentenze della stessa Corte di Giustizia UE costantemente favorevole ai ricorrenti”.
 
“L’Anaao Assomed, che rivendica il merito di aver promosso, anni or sono, questa battaglia di civiltà, chiede al nuovo Governo di evitare all’Italia una inutile umiliazione, adeguandosi con urgenza alla normativa europea, pronta comunque, per parte sua, a sostenere l’immenso contenzioso legale che sarà intrapreso per il diritto dei medici a curare e dei cittadini ad essere curati in condizioni organizzative improntate a standard di sicurezza europei”.
 
“La vicenda infatti – conclude Troise – riveste un interesse generale, visto che la letteratura scientifica internazionale collega direttamente la deprivazione del riposo e gli orari prolungati di lavoro dei medici ad un netto incremento degli eventi avversi e del rischio clinico per i pazienti. Pertanto, la salvaguardia della integrità psico-fisica degli operatori assume, nel settore sanitario, un’importanza che va ben oltre il mero ambito contrattuale o l’interesse particolare di una categoria professionale, coinvolgendo il tema della sicurezza delle cure e quindi la tutela della salute dei cittadini che si rivolgono alle strutture ospedaliere”.

21 Febbraio 2014

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