“Per i farmacisti una stagione importante. Bene la nuova Federfarma, sì alla conferma di Mandelli in Fofi, ma per Enpaf serve una riforma”. Intervista a Eugenio Leopardi (Utifar)

“Per i farmacisti una stagione importante. Bene la nuova Federfarma, sì alla conferma di Mandelli in Fofi, ma per Enpaf serve una riforma”. Intervista a Eugenio Leopardi (Utifar)

“Per i farmacisti una stagione importante. Bene la nuova Federfarma, sì alla conferma di Mandelli in Fofi, ma per Enpaf serve una riforma”. Intervista a Eugenio Leopardi (Utifar)
Colloquio con il presidente dell’Utifar a poche settimane dalla sua conferma alla guida dell’associazione tecnico professionale dei farmacisti. Ma quest’anno è stato anche l’anno del rinnovo dei vertici di Federfarma, Ordini professionali ed Enpaf. E su questa stagione di rinnovamento Leopardi ha le idee molto chiare

A poche settimane dalla sua conferma ai vertici di Utifar abbiamo incontrato Eugenio Leopardi che, in questa intervista, traccia un bilancio del settore farmacia, gettando lo sguardo anche verso le sfide future a partire dagli obiettivi del suo nuovo mandato, fino alle ricadute della legge sulla concorrenza e al rinnovo dei vertici di Federfarma, Fofi ed Enpaf.
 


Presidente Leopardi, lo scorso novembre è stato confermato alla presidenza di Utifar per il prossimo triennio, quali i suoi programmi e obiettivi per il prossimo mandato?
Innanzitutto voglio sottolineare che questa riconferma, oltre che gratificarmi molto, mi impegna sempre di più sulle linee operative della nostra associazione a partire dall’attività formativa che resta il nostro focus primario. Il nostro sguardo è puntato verso un farmacista che sia formato a 360° così come richiede la società. Non solo farmaco, quindi, ma anche una preparazione che gli permetta di soddisfare ed intercettare le richieste dei cittadini studiando come incentivare i servizi e valorizzare al meglio quelli più richiesti dagli utenti. L’obiettivo è quello di farci trovare pronti al definitivo avvio della farmacia dei servizi. Superare dunque una visione che vede il farmacista come un mero dispensatore di farmaci e mettere al centro la propria professionalità al servizio delle persone, diventando così sempre più un punto di riferimento per la propria comunità di appartenenza.

Teme quello che potrà accadere dopo l’approvazione della legge annuale per la concorrenza con l’avvento delle società di capitali?
La legge è ormai operativa, adesso dobbiamo attendere l’intervento nel settore delle società di capitali. In questo nuovo contesto il farmacista deve fare aggregazione. Bene sta facendo Federfarma a ragionare su una rete di farmacie indipendenti in modo da valorizzare le proprie professionalità. Resto convinto che le persone non si rivolgeranno agli esercizi cercando unicamente gli sconti o i prezzi più bassi, ma continueranno a frequentare quelle farmacie delle quali si fidano di più a prescindere dall’assetto proprietario. Perché la farmacia la fanno i farmacisti che ci lavorano.

L’anno che si chiude e quello alle porte sono caratterizzati da tre importanti appuntamenti elettorali per i farmacisti italiani: il rinnovo degli Ordini e della Federazione nazionale, il rinnovo di Federfarma e quello di Enpaf. Qual è il suo bilancio e quali le aspettative?
Con la nuova presidenza credo che Federfarma si stia muovendo verso una maggiore unità della categoria. La Fofi ha fatto invece un lavoro molto importante, a volte supplendo anche al ruolo del sindacato. Il presidente Mandelli ha dimostrato di saper lavorare molto bene. E, a tal proposito, mi auguro che il prossimo momento elettorale non sia inquinato da iniziative divisive figlie di ambizioni personali che nelle elezioni di tre anni fa hanno già dimostrato di essere solo fini a se stesse. Quanto all’Enpaf, sull’Ente previdenziale va fatto un discorso a parte. Credo vada riformato. Ormai le esigenze dei colleghi sono molto diverse, i giovani guardano al momento pensionistico con sempre maggiore sfiducia e, bisogna aggiungere, anche la redditività delle farmacie si è a sua volta drasticamente ridotta. E’ arrivato il momento di ammodernare l’Enpaf per fare i conti con la nuova realtà professionale e, in tal senso, come correttamente  sostenuto dalla Fofi,  ritengo fondamentale la necessità che si giunga a una sintesi efficace delle proposte che giungono ormai a gran voce dalle varie componenti della categoria e che non possono non essere ascoltata dal vertice dell’Ente.
 
G.R.

G.R.

19 Dicembre 2017

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