Piano nazionale fertilità. Medici cattolici: “Sosteniamo le donne con difficoltà economiche e sociali costrette a richiedere l’Ivg”

Piano nazionale fertilità. Medici cattolici: “Sosteniamo le donne con difficoltà economiche e sociali costrette a richiedere l’Ivg”

Piano nazionale fertilità. Medici cattolici: “Sosteniamo le donne con difficoltà economiche e sociali costrette a richiedere l’Ivg”
L’Amci plaude al ministro Lorenzin e conferma la disponibilità a offrire le proprie competenze scientifiche, professionali e umane a tutela della maternità. Boscia: "Il diritto alla vita è il primo dei diritti umani, e che lo stesso diritto alla vita comprende la difesa degli interessi delle donne, di chi dovrà nascere e dei minori"

“Accogliamo con soddisfazione e compiacimento l’annuncio del ministro Lorenzin di varare il Piano Nazionale Fertilità, anche perché coincide oltretutto con il XX anniversario della promulgazione dell’Enciclica ‘Evangelium Vitae’, documento pubblicato proprio nel periodo in cui la cultura radicale anti natività era al culmine. Oggi è importante invertire la rotta dei percorsi autodistruttivi che hanno trasformato i costumi del Paese”.
 
Ad affermarlo, in una nota, è l’Associazione Nazionale dei Medici Cattolici (Anmc.  “L’occasione – ha affermato il presidente Filippo Maria Boscia – è propizia per chiedere al ministro di attivare ogni positivo sostegno a tutte quelle gestanti che, in povertà di mezzi di sostentamento e con difficoltà economiche e sociali, sono costrette a richiedere l’Interruzione volontaria di gravidanza”.
 
L’Amci, prosegue Boscia “chiede di sottrarre a questo triste destino le 170mila donne che annualmente sono spinte da dolore, solitudine e povertà a ricorrere a tecniche abortive e di contragestazione. È ribadisce che il diritto alla vita è il primo dei diritti umani, e che lo stesso diritto alla vita comprende la difesa degli interessi delle donne, di chi dovrà nascere e dei minori: della donna alla propria fertilità e fecondità, del nascituro dal concepimento alla nascita e del nato alla sopravvivenza”.
 
“La fertilità della donna – continua – è materia intellettualmente impegnativa e obbliga la società civile a porre opportuni rimedi sia alle cause di denatalità e sia a quelle riguardanti l’ecologia della sessualità e della fecondità, oggi particolarmente in crisi anche per ragioni di inquinamento ambientale e per non compiuta prevenzione delle malattie infettive. I giovani hanno diritto a essere adeguatamente informati ed educati ad un corretto stile di vita, affinché non venga compromessa la loro fertilità. Confermiamo la nostra totale disponibilità a offrire tutte le loro competenze scientifiche, professionali e umane a tutela della maternità”.

28 Maggio 2015

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