Polmoniti in aumento, Fimmg: “Mmg primo presidio, ma servono integrazione e formazione”

Polmoniti in aumento, Fimmg: “Mmg primo presidio, ma servono integrazione e formazione”

Polmoniti in aumento, Fimmg: “Mmg primo presidio, ma servono integrazione e formazione”

Tommasa Maio (Fimmg) puntualizza il ruolo della Federazione nel fornire ai medici di medicina generale gli strumenti utili per fronteggiare questa emergenza polmoniti. Dalla formazione per i giovani medici fino agli strumenti di prima assistenza.

Mentre cresce il numero di casi di polmonite in Italia in queste settimane, legato alla diffusione anticipata del “super virus” influenzale del 2025, i medici di medicina generale restano il primo presidio per i cittadini nel Ssn. Tuttavia, specifica la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), senza strumenti e un’adeguata integrazione tra sistema sanitario e territorio e con la crescente carenza di professionisti, i mmg non possono affrontare da soli questa emergenza.

“Ancora una volta – sottolinea Tommasa Maio (Fimmg) – la medicina generale continua a giocare in silenzio un ruolo chiave, assorbendo le richieste, ma serve che il sistema si muova in modo coordinato: dalla diagnosi, attraverso i tamponi rapidi che devono essere forniti ai medici di famiglia, fino alla gestione completa del paziente sul territorio. Noi medici siamo pronti, e non da oggi, ma occorre mettere chi lavora sul campo nelle condizioni di farlo al meglio”.

Un nodo fondamentale resta quello della formazione sulla gestione della patologia, che dovrebbe essere compito delle Azienda sanitarie locali ma, specifica Fimmg, raramente viene ottemperato. Sarà quindi Fimmg stessa a diffondere un corso di formazione a distanza sulla gestione dei casi di polmonite, pensata per supportare chi si deve occupare dell’assistenza primaria. Su cui verrà anche chiesto il patrocinio del Ministero della Salute e il contributo del Dipartimento di prevenzione e agli esperti della Simeu in quanto, ricorda Fimmg, “le soluzioni si trovano nell’incontro, non negli scontri su chi ha carichi e chi fa filtro”.

“Già ai tempi dell’H1N1 (nel 2011) la Fimmg realizzò una pubblicazione basata sulle linee guida per il trattamento delle polmoniti in comunità applicandolo alla medicina generale –  aggiunge Maio -. Allora lavorammo su strumenti come la scala MEWS per individuare i casi ad alto rischio da ospedalizzare e pubblicammo un vademecum su come approcciare una possibile pandemia. Fu anche l’epoca in cui fornimmo i saturimetri ai medici di continuità assistenziale per facilitare una diagnosi precoce dei casi meritevoli di ricovero. Ai giorni nostri usare questo strumento è ancora più semplice, perché i saturimetri sono presenti nelle case di molti pazienti”.

Negli anni si è verificato un importante ricambio generazionale: tanti giovani medici sono entrati nella medicina di famiglia, ma senza un’adeguata formazione/informazione né sulle campagne vaccinali né sulla gestione delle epidemie influenzali da parte delle Aziende sanitarie che, dice Maio, “devono assolutamente colmare questo vuoto fornendo tutto gli strumenti necessari per un approccio organizzato e tempestivo”. Uno strumento diagnostico può essere potente solo se accompagnato da formazione e da una rete capace di sostenerlo.

Inoltre resta indispensabile poter selezionare con attenzione gli interventi domiciliari. “In questo contesto – osserva Maio – strumenti predittivi e diagnostici che noi realizzammo diventano ancora più utili per non disperdere risorse e per garantire risposte rapide ai pazienti più fragili.” Per di più “molti medici di famiglia non hanno personale di studio né infermieri – precisa Maio – e, purtroppo non ci vengono messi a disposizione test rapidi multipli, capaci di rilevare non solo influenza, ma anche Covid e virus respiratorio sinciziale. Cosa dovremmo fare? L’alternativa resta l’acquisto autonomo, ma questo comporterebbe costi che inevitabilmente ricadrebbero sui pazienti. Serve invece un impegno strutturato per garantire a tutti i cittadini diagnosi tempestive e percorsi assistenziali adeguati”. In una fase così delicata, l’obiettivo resta quello di dare risposte rapide e concrete ai bisogni della popolazione, valorizzando la medicina generale come primo presidio di tutela della salute pubblica.

09 Gennaio 2026

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