Psicologo di base. Servono risorse economiche adeguate per partire

Psicologo di base. Servono risorse economiche adeguate per partire

Psicologo di base. Servono risorse economiche adeguate per partire
Una legge priva di gambe sarebbe uno schiaffo a bisogni che ormai si avvertono quasi in ogni famiglia. È vero che le risorse nazionali si sommeranno a quelle regionali, che il servizio si attuerà progressivamente, che si proverà a trovare risorse anche nel Pnrr ma ripeto, occorre coerenza tra gli obiettivi dichiarati e le risorse investite. Soprattutto occorre che si capisca che i danari spesi in psicologia sono un investimento

Escono in continuazione dati sulla salute psicologica che non possono che preoccupare. Un recente studio (Mind Health Report, AXA 2024) colloca l’Italia agli ultimi posti nel mondo per benessere psicologico. Un italiano su due si colloca nell’area del malessere e del disagio e uno su quattro (28%) dichiara un disturbo, soprattutto di tipo ansioso (14%) e depressivo (12%).

Le ricadute sulla vita personale, la salute e sulla società sono drammatiche. Lo psychological distress è il principale fattore di rischio per le malattie mentali ma anche per quelle fisiche come le cardiovascolari. Ha ricadute sulle relazioni, lo studio e il lavoro. Secondo l’indagine citata il 62% degli italiani pianifica di dedicare meno energie al lavoro e il 44% vuole lasciare l’attuale lavoro. Il minor coinvolgimento delle persone con disagio psicologico sul lavoro pesa per circa 3,5 punti del PIL.

Con questi dati qualsiasi Governo di buon senso si attiverebbe per arginare questa deriva, che è sociale ed economica.

L’Italia è arrivata alla pandemia scoprendo di non avere una rete pubblica di risposta a questi problemi, che, come indica l’OMS e tutte le Agenzie internazionali, deve articolarsi su più livelli e consentire di prevenire, che vuol dire anche intercettare i problemi prima che facciano danni più gravi.

Se i problemi si distribuiscono su una piramide, dove alla base ci sono le forme più diffuse di malessere e disagio prettamente psicologiche (legate alle situazioni di vita così come alle malattie fisiche) e al vertice le malattie mentali, la rete pubblica deve avere una organizzazione simile.

In Italia sono carenti i servizi di secondo livello, sia psicologici che psichiatrici. Basti pensare che 5 milioni di italiani (Istituto Piepoli 2023) dichiarano di aver cercato aiuto psicologico nei servizi sanitari e non averlo trovato, che 400 mila persone si sono messe in fila per fare psicoterapia pubblica col bonus, che solo un malato di cancro su 5 che chiede aiuto psicologico lo riceve nel pubblico.

Ma la psicologia di primo livello, cioè di assistenza primaria, quella che dovrebbe occuparsi della base della piramide, che vuol dire milioni e milioni di persone, era sino a ieri del tutto assente.

Ora, caso più unico che raro, le regioni hanno anticipato una legge nazionale (la proposta in Parlamento del 2020 non ha fatto in tempo ad essere approvata) e più di metà degli italiani hanno o avranno a breve uno psicologo che affiancherà il medico e il pediatra di famiglia.

Ora il Parlamento ha unificato le sette proposte di legge iniziali (praticamente tutto l’arco politico) in un testo veramente innovativo e in linea con i bisogni. Per partire si prevede uno psicologo di base ogni 4-7 medici e pediatri di famiglia, una previsione realistica trattandosi di una figura del tutto nuova.

Ma serviranno risorse economiche adeguate per partire e per la messa a regime: una legge priva di gambe sarebbe uno schiaffo a bisogni che ormai si avvertono quasi in ogni famiglia. E’ vero che le risorse nazionali si sommeranno a quelle regionali, che il servizio si attuerà progressivamente, che si proverà a trovare risorse anche nel PNRR ma ripeto, occorre coerenza tra gli obiettivi dichiarati e le risorse investite.

Soprattutto occorre che si capisca che i danari spesi in psicologia sono un investimento perché si ripagano da soli e producono risparmi significativi come dimostrano tanti studi di economia. Veramente possiamo dire, con la logica del buon uso delle risorse pubbliche, che è un caso esemplare di spesa sanitaria che diviene risorsa per la salute e risparmio per il Paese.

David Lazzari
Presidente del CNOP

David Lazzari

06 Marzo 2024

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