Rete CAP Italia, dalle cooperative una rete polispecialistica per la presa in carico del cittadino. Obiettivo rispondere ai bisogni di assistenza primaria

Rete CAP Italia, dalle cooperative una rete polispecialistica per la presa in carico del cittadino. Obiettivo rispondere ai bisogni di assistenza primaria

Rete CAP Italia, dalle cooperative una rete polispecialistica per la presa in carico del cittadino. Obiettivo rispondere ai bisogni di assistenza primaria
I CAP mettono insieme cooperative di farmacisti, cooperative di medici, cooperative a specializzazione sanitaria e sociosanitaria. Queste cooperative hanno iniziato a ragionare in termini di sinergia, dando vita a vere e proprie filiere di cura e di assistenza alla persona, con uno scopo preciso: fornire ai cittadini un ampio ventaglio di risposte in termini di servizi

Ideare un modello innovativo capace di rispondere con maggiore efficacia ad una domanda di assistenza sempre più diffusa. È questa la sfida ambiziosa che FederazioneSanità Confcooperative si è posta con Rete CAP Italia, la rete nazionale dei Consorzi di Assistenza Primaria (CAP) chiamati a dare risposte ai bisogni di welfare connessi alla cronicità e alla non autosufficienza immaginando, a partire proprio dalla logica consortile, un nuovo modo di essere presenti e di agire nel settore dell’assistenza primaria, con una particolare attenzione alla domiciliarità delle cure.

Un progetto che prende il via nel 2013 per mettere “a sistema” il patrimonio di esperienze, di professionalità e di capacità acquisito dalle imprese aderenti a Federazione Sanità Confcooperative, per promuovere l’integrazione delle attività e dei servizi offerti dalle cooperative, con uno scopo preciso: fornire prestazioni e assistenza di qualità a decine di migliaia di cittadini utenti.

I CAP mettono insieme cooperative di farmacisti, cooperative di medici, cooperative a specializzazione sanitaria e sociosanitaria. Tutti soggetti operanti a vario titolo nella sanità territoriale, con attività spesso complementari, la cui integrazione costituisce un grande valore aggiunto. Queste cooperative hanno così iniziato a ragionare in termini di sinergia, dando vita a vere e proprie filiere di cura e di assistenza alla persona, con uno scopo preciso: fornire ai cittadini un ampio ventaglio di risposte in termini di servizi, sia in ambulatorio che presso il domicilio del paziente.

Nel modello CAP il  farmacista cooperatore assume, per conto del consorzio, il ruolo di garante della presa in carico e fornisce una risposta globale, nel territorio, alla domanda di servizi da parte del cittadino. Si tratta di un esempio concreto di “farmacia dei servizi”.  È infatti attraverso la farmacia che è possibile accedere ai servizi di specialistica ambulatoriale e di diagnostica strumentale, nonché ad una vasta gamma di prestazioni assistenziali fornite da cooperative la cui professionalità e qualificazione è certificata dall’appartenenza al consorzio.

Sebbene i consorzi siano dimensionati su base regionale (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Piemonte, Puglia e Sicilia), il progetto ha avuto, sin dalle sue prime fasi, una vocazione di respiro nazionale.

La realtà più avanzata è rappresentata dal CAP Lazio, esperienza pilota su cui è cresciuto il progetto nazionale, che ad oggi coinvolge quasi 100 farmacie, 8 cooperative tra sociosanitarie, farmaceutiche e di medici, insieme a 9 partner erogatori di diagnostica e polispecialistica medica.
Il modello può essere riprodotto su scala nazionale, con una formula sperimentata e replicabile, ma al contempo adattabile alle specificità di ciascuna regione.

22 Novembre 2017

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