Riforma cronicità in Lombardia. Corti (Fimmg): “Un risultato eccezionale, per i cittadini e per la sopravvivenza del Ssn”

Riforma cronicità in Lombardia. Corti (Fimmg): “Un risultato eccezionale, per i cittadini e per la sopravvivenza del Ssn”

Riforma cronicità in Lombardia. Corti (Fimmg): “Un risultato eccezionale, per i cittadini e per la sopravvivenza del Ssn”
Secondo il vicesegretario Fimmg con la sperimentazione proposta in Regione i medici potranno contare su una migliore organizzazione del lavoro, i malati cronici avranno servizi migliori senza rinunciare al rapporto di fiducia con il proprio medico di famiglia e il Ssn terrà sotto controllo la spesa.

“I medici di famiglia che hanno deciso di accettare la sfida proposta dalla Regione aderendo al progetto di presa in carico dei pazienti cronici sono quasi 2.400: è un risultato eccezionale”. Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale della Fimmg e medico di famiglia in Lombardia da decenni, saluta con entusiasmo i dati sulla sperimentazione in Regione Lombardia.

Corti fornisce il quadro della Medicina Generale nella Regione: “A tutt’oggi in Lombardia solo 1.200 medici di famiglia dispongono di collaboratore di studio e infermiere, circa 1.000 hanno a disposizione il solo collaboratore di studio e circa 200 il solo infermiere. Per dovere di cronaca ricordiamo che il medico di famiglia è il datore di lavoro di queste figure professionali, percependo dalla Regione un contributo inferiore a coprire i costi di questo personale. Quindi i restanti oltre 3.000 medici di famiglia sono costretti ad arrangiarsi da soli sia per le prenotazioni di visite, sia per rispondere alle richieste dei cittadini (ripetizione di ricette, consulenze specialistiche, richieste di certificazioni, invio dati alle ATS ecc.) senza nessun filtro: questo va a discapito dell’assistenza. Il tempo da dedicare all’ascolto e alle visite diventa sempre più scarso, dovendo questi colleghi far fronte ad attività che hanno poco a che fare con la professione medica. Esiste un tetto per il personale di studio, previsto dal contratto nazionale, che in Lombardia è stato ampiamente superato grazie a un finanziamento regionale, ma ancora per molti colleghi, soprattutto giovani da poco operativi sul territorio, poter disporre di un collaboratore di studio o di un infermiere è un miraggio”.

La sperimentazione avviata, secondo il vicesegretario Fimmg, è quindi anche una buona opportunità per i medici e per l’organizzazione del loro lavoro: “L’occasione del percorso di gestione della conicità rappresenta un’opportunità per i colleghi che, grazie alla cooperativa di cui sono soci, avranno a disposizione personale di supporto e potranno offrire un servizio di maggior qualità ai propri assistiti”.

Ma soprattutto, sottolinea Corti, il piano offerto dalla Regione lombardia sarà un grande vantaggio per i cittadini affetti da patologie croniche: “Prenderanno un appuntamento e loro medico proporrà loro un PAI (piano assistenziale individuale) che consisterà nella prescrizione di farmaci, di esami di laboratorio, visite specialistiche o prestazioni di diagnostica strumentale. Cosa cambierà rispetto ad ora nel caso di un medico associato a una cooperativa? Il paziente potrà sempre rivolgersi a lui, mantenendo stretto il rapporto di fiducia come sempre per tutti i suoi problemi di salute, ma sarà supportato, per quanto riguarda la sua patologia cronica, dal centro servizi della cooperativa, che provvederà a prenotare visite specialistiche ed esami previsti dal Piano Assistenziale Individuale e a controllare che questi siano stati fatti. Gli sarà anche chiesto se sarà stato soddisfatto del servizio ricevuto”.
 
“Nel corso del programma di presa in carico, peraltro come per i CReG – aggiunge – molti studi medici continueranno, e altri ne nasceranno, ad offrire prestazioni di telemedicina (elettrocardiogramma, spirometria, retinografia, fondo dell’occhio ecc.) per evitare spostamenti inutili a poliambulatori e a ospedali”.

Corti tiene anche a sottolineare come, a suo parere, il progetto abbia un significato strategico: “È in gioco la sostenibilità e la sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale: percorriamo strade nuove, modifichiamole in corso d'opera, ma continuiamo ad andare avanti”. “Questo progetto regionale – aggiunge – non è altro che il prosieguo della sperimentazione CReG iniziata nel 2012 che ha visto il coinvolgimento dapprima di circa 500 medici fino ad arrivare a circa 800 nel 2017, con la presa in carico di circa 200.000 pazienti cronici. Un segmento di questi pazienti, circa 60.000, sono stati seguiti da due cooperative (IML, Iniziativa Medica Lombarda, e CMMC, Cooperativa Medici Milano Centro) operanti nelle aree di Milano e Bergamo.Il progetto denominato Buongiorno CReG ha ricevuto un riconoscimento ufficiale dalla Commissione Europea, diventando punto di riferimento anche per altri paesi dell'Unione. Secondo i dati pubblicati dalla Regione, inoltre, i pazienti che hanno accettato di essere curati nella sperimentazione CReG, hanno subito un numero inferiore, statisticamente significativo, di ricoveri ospedalieri e di accessi al Pronto Soccorso rispetto ai pazienti curati tradizionalmente”.

Fiorenzo Corti non rinuncia ad una nota polemica: “Nel nostro paese, non solo in sanità, la disponibilità al cambiamento non si può annoverare tra le qualità distintive nella pubblica amministrazione: è più facile un ricorso al Tar o citare l’ormai nota litania ‘non se ne può più, si stava meglio quando si stava peggio, ho cominciato a lavorare così e voglio andare in pensione lavorando ancora così’. La realtà è che oggi in Regione Lombardia ci saranno 2.400 medici di famiglia che tratteranno in modo innovativo quasi un milione di pazienti cronici. Se questo sembra poco lo lasciamo commentare, con un briciolo di serenità e obiettività, sia ai sostenitori che ai detrattori di questa proposta di presa in carico della cronicità” 

04 Agosto 2017

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