Riforma medicina generale. Snami: “Così non va. Serve ascolto, non decisioni calate dall’alto”

Riforma medicina generale. Snami: “Così non va. Serve ascolto, non decisioni calate dall’alto”

Riforma medicina generale. Snami: “Così non va. Serve ascolto, non decisioni calate dall’alto”

Il sindaco critica la riforma della medicina generale, giudicata priva di un reale confronto con i professionisti e le organizzazioni sindacali. Il sindacato chiede di cambiare metodo, puntando su ascolto e mediazione per evitare errori già visti in passato e garantire la tenuta delle cure primarie

“La riforma della medicina generale non può nascere senza un confronto reale con gli stakeholder e con i portatori di interesse, a partire dalle organizzazioni sindacali. Non perché i sindacati abbiano sempre ragione e il Governo abbia sempre torto, ma perché le riforme strutturali, soprattutto quando incidono sull’organizzazione delle cure primarie, richiedono ascolto, mediazione e una profonda conoscenza della realtà operativa.

La storia del Servizio sanitario nazionale dimostra che le decisioni assunte dall’alto, senza un confronto autentico con chi lavora quotidianamente sul campo, raramente producono risultati positivi. Un Governo responsabile ascolta tutte le posizioni, si costruisce un quadro realistico della situazione e solo dopo la traduce in una norma capace di funzionare davvero, a beneficio dello Stato, dei cittadini e dei professionisti”.

Questa la posizione sostenuta da tempo dallo Snami che ricorda, in una nota, come già nel 2012, all’allora Ministro della Salute, segnalava con chiarezza la criticità del cosiddetto “ruolo unico”, prevedendone gli effetti negativi sul sistema: “È un fatto noto: mentre esprimevamo una posizione contraria, altro sindacato sposava integralmente quella scelta. Oggi, a distanza di anni, le conseguenze sono evidenti”.

Il ruolo unico ha prodotto disaffezione, allontanamento e perdita di attrattività della medicina generale, spiega il sindacato: “I medici rifiutano un rapporto di lavoro confuso, rigido, poco definito e, di fatto, inapplicabile. Alla carenza naturale di professionisti, legata al calo demografico e agli errori di programmazione, si aggiunge oggi un dato ancora più preoccupante: i giovani medici non scelgono più il lavoro sul territorio. Questo non è un giudizio ideologico, ma una constatazione politica e sanitaria basata sulla realtà dei fatti”.

Per questo lo Snami rivolge un appello al Governo: proseguire nel percorso di riforma, ma cambiando metodo. “Non fermarsi, ma ascoltare davvero – sottolinea lo Snami – in questi anni il confronto tra Governo, Regioni e Snami è sempre stato garantito e ha rappresentato una buona pratica istituzionale. È fondamentale che questo metodo venga mantenuto anche in questa fase della riforma, assicurando un punto di contatto stabile e strutturato con Snami.

E ascoltare in particolare chi, come lo Snami, non ha interessi nelle casse, non vive di equilibri sindacali e non risponde a logiche ordinistiche, ma rappresenta una visione della medicina generale fondata sull’esperienza, sulla storia e sulla tenuta del sistema sanitario pubblico. Le riforme che durano nel tempo non si improvvisano. Si costruiscono, come si è sempre fatto, con prudenza, competenza e rispetto per chi ogni giorno garantisce l’assistenza ai cittadini”.

15 Gennaio 2026

© Riproduzione riservata

Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse.  Aran: “Cifre diffuse non corrispondono alla bozza”
Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse. Aran: “Cifre diffuse non corrispondono alla bozza”

Prosegue il negoziato all'Aran per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità 2025-2027. L'incontro di oggi ha registrato alcuni avanzamenti sul testo, ma le principali organizzazioni sindacali continuano...

Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”
Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”

L'Aaroi-Emac esprime contrarietà all'emendamento 3.24 al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie, che propone di superare le incompatibilità previste dall'articolo 4, comma 7, della legge n. 412...

PSA. Filippini (Min. Salute): “Situazione in Toscana richiede attenzione. Rete IZS protagonista nel contrasto”
PSA. Filippini (Min. Salute): “Situazione in Toscana richiede attenzione. Rete IZS protagonista nel contrasto”

"L'aggravarsi della situazione della Peste Suina Africana in Toscana dimostra che l'attenzione su questa malattia deve rimanere alta. Al tempo stesso, è importante ribadire che la PSA non è una...

Farmacie pubbliche. Pieri (Assofarm): “È tempo del neomunicipalismo. Siamo pronti a guidare il cambiamento”
Farmacie pubbliche. Pieri (Assofarm): “È tempo del neomunicipalismo. Siamo pronti a guidare il cambiamento”

“In un’epoca in cui il welfare tradizionale appare drammaticamente frammentato, ridotto a una costellazione di bonus, interventi d’emergenza e logiche di welfare aziendale che faticano a ricomporre l’ordito della coesione...