Rinnovo del contratto. Fvm: “Basta illusioni. Dal Governo direttive chiare, altrimenti nessuna trattativa”

Rinnovo del contratto. Fvm: “Basta illusioni. Dal Governo direttive chiare, altrimenti nessuna trattativa”

Rinnovo del contratto. Fvm: “Basta illusioni. Dal Governo direttive chiare, altrimenti nessuna trattativa”
La strada per il nuovo Contratto del personale della PA e della Sanità appare sempre più in salita. La Federazione Veterinari e Medici crede sia indispensabile chiedere ai ministri per Pubblica Amministrazione e dell’Economia di mettere la parola fine ad un continuo rimbalzo di responsabilità. La Fvm vuole vedere direttive esplicite e vincolanti sulle , altrimenti non è disposta ad accettare nessuna trattativa.

La “direttiva madre” inviata dalla ministra Madia all'Aran per il rinnovo dei contratti 2016-18 del personale della PA e della Sanità stabilirebbe che gli impegni sottoscritti rimangono subordinati al reperimento delle ulteriori risorse finanziarie necessarie. Con queste premesse, raggiungere l'importo di 85 euro lordi medi mensili fissato dal Protocollo del 30 novembre scorso non sarà una passeggiata di salute.
 
Gli importi incrementali dello 0,36%, 1,09% e 1,45% del monte salari del Ssn – previsti rispettivamente per gli anni 2016, 2017 e 2018 – corrispondono a una copertura parziale dei mitici 85 euro mensili lordi medi. Se poi non sarà impedito che tali importi siano "comprensivi degli oneri contributivi (Inps) e dell'Irap" il miracolo degli 85 euro (lordi) si sgonfia di circa un 37%.
 
La strada per il nuovo Contratto è quindi in salita. A maggior ragione, se qualcuno la vede in discesa, ci potremmo trovare a mal partito.
La parte di contratto più importante e funzionale al rilancio del senso di appartenenza al mondo del lavoro della sanità pubblica (parte sulla quale non c’è alcuna concretezza finanziaria) avrebbe dovuto essere quella relativa ai fondi di retribuzione accessoria, che dovrebbero consentire riconoscimenti per le performance, per le eccellenze, per le responsabilità strutturali, per le peculiari professionalità specialistiche e per le condizioni di lavoro disagiato.
In questo momento, senza risorse fresche e con innumerevoli pensionamenti in vista, manca in buona sostanza una precisa indicazione sul destino della Ria (Retribuzione Individuale di Anzianità) dei sanitari andati in pensione che avrebbe dovuto finanziare in modo specifico questa parte del contratto.
 
Sino a qualche giorno fa – chi era ottimista – doveva credere alla promessa uscita dal Consiglio dei Ministri inscritta nella frase “tenendo conto della peculiarità del regime del personale cessato dal servizio in relazione alla retribuzione individuale di anzianità da valutarsi, nell’ambito della normativa vigente, in sede di atto di indirizzo e successiva contrattazione” – già di per sé sospetta per quanto arzigogolata – poi scomparsa dal testo di riforma Madia andato in Gazzetta Ufficiale.
 
Oggi, a conti fatti e lette le leggi cogenti – salvo incoercibili ottimismi – crediamo sia indispensabile chiedere al Ministro della PA e al Ministro dell’Economia di mettere la parola fine a questa manfrina del “detto non detto” e al rimbalzo delle responsabilità. Si potrà riaprire una contrattazione nazionale solo dopo una specifica direttiva vincolante dalla quale si evinca nettamente la natura e la disponibilità delle risorse che il Governo, e per parte loro le Regioni, intendono mettere nel finanziamento del Ccnl della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria.
 
Tutto il personale della sanità pubblica aspetta da 8 anni il rinnovo di un contratto almeno dignitoso, e chi vuole governare non si deve dimenticare che quel personale, con serietà e abnegazione, ha compensato e compensa quotidianamente tutti i cedimenti cui è stato sottoposto il Ssn.
Senza una precisa assunzione di responsabilità dell’Esecutivo, che possa rasserenare il clima e consentire uno sguardo di prospettiva con riferimenti concreti, nessun sindacato responsabile – da che mondo è mondo – è disposto a trattare un contratto che si rivelerebbe un contratto in perdita.
 
Aldo Grasselli
Presidente FVM

Aldo Grasselli

15 Giugno 2017

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