Sì a nuovi contratti per i ricercatori privati. Cgil, Cisl e Uil siglano accordo con l’Aris

Sì a nuovi contratti per i ricercatori privati. Cgil, Cisl e Uil siglano accordo con l’Aris

Sì a nuovi contratti per i ricercatori privati. Cgil, Cisl e Uil siglano accordo con l’Aris
L’intesa regolamenta i contratti individuali per i collaboratori che svolgono attività di ricerca all'interno di strutture sanitarie private. E' il primo accordo di categoria in questo settore.

Regolamentare i contratti individuali per i collaboratori che svolgono attività di ricerca all'interno di strutture sanitarie private. È quanto prevede, in estrema sintesi, l'accordo sottoscritto oggi tra Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e la controparte Aris, l'associazione religiosa istituti socio-sanitari, per i collaboratori degli enti di ricerca privati, per gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto privato e per le strutture sanitarie private che svolgono attività di ricerca.

“Si tratta – spiegano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio – del primo accordo di categoria che regolamenta i contratti individuali per i collaboratori che svolgono attività di ricerca e che, nel merito, definisce precisamente quando si può ricorrere all’attivazione del contratto di collaborazione”. Un punto, quest'ultimo, che secondo i tre dirigenti sindacali determina come, “nel caso di un utilizzo improprio, il rapporto di lavoro si trasformi da 'collaborazione' a rapporto di lavoro dipendente subordinato. A questo scopo è stata istituita una commissione paritetica che monitorerà l’applicazione dell’intera intesa”.

“Il valore dell’intesa – proseguono i leader sindacali – risiede anche nell’estensione, regolamentata da un accordo nazionale, di diritti già riconosciuti ai lavoratori dipendenti, così come per la prima volta per questa categoria si riconoscono e regolamentano i diritti sindacali: la bacheca, l’assemblea e il diritto all’informazione vengono infatti espressamente regolati”. Tra le altre cose previste dall'accordo, inoltre, “il riconoscimento del diritto di precedenza, in linea con quanto avviene per i tempi determinati, nel caso in cui i collaboratori abbiano già prestato la loro attività per almeno sei mesi nel corso degli ultimi nove”. Diversi elementi, quindi, che fanno dell'intesa sottoscritta oggi, “un buon accordo per migliorare le condizioni di lavoro”, concludono i segretari generali dei tre sindacati.

31 Dicembre 2015

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