Scuola di specializzazione di medicina generale. Smi: “È una nostra proposta. Perché Schillaci non convoca i sindacati medici?”

Scuola di specializzazione di medicina generale. Smi: “È una nostra proposta. Perché Schillaci non convoca i sindacati medici?”

Scuola di specializzazione di medicina generale. Smi: “È una nostra proposta. Perché Schillaci non convoca i sindacati medici?”
"È necessario mettere in campo uno strumento normativo adeguato, che riconosca ai medici convenzionati le tutele previste per gli altri lavoratori, a partire dal riconoscimento dell’infortunio del lavoro e programmare una politica continuativa per le pari opportunità per donne medico. Sono questi i nodi che chiediamo di sciogliere al Ministro Orazio Schillaci. Ci convochi!". Questo l'auspicio del segretario generale Smi, Pina Onotri.

“Oggi al Ministero della Salute vi sarà un incontro tra il Ministro Orazio Schillaci e alcuni sindacati per discutere del Fondo Sanitario Nazionale dei contratti, delle Case di Comunità, del ruolo dei medici, della loro formazione che sembrerebbe dovrà essere equiparata a una scuola di specializzazione. Tutto questo senza che siano stati convocati anche i sindacati dei medici”, così Pina Onotri, Segretario Generale, Sindacato Medici Italiani (Smi)

“Siamo a favore dell’istituzione di una Scuola di Specializzazione in Medicina Generale come avviene nel resto d’Europa continuando a preservare il territorio come luogo imprescindibile in cui compiere la formazione, lo stiamo sostenendo da molti anni. La normativa vigente affida l’insegnamento della medicina di famiglia agli Ordini Provinciali dei Medici che, organizzano i corsi scegliendo docenti e argomenti da trattare con criteri difformi su tutto l’ambito nazionale. Criteri, quindi, ben lontani dalla realizzazione di un indispensabile formazione gestita dalle università”, prosegue.

“Per le Case di Comunità non si riesce ancora capire, invece, cosa altro queste strutture potrebbero aggiungere alle competenze che già vi sono all’interno del Ssn. Sorge il dubbio che possano determinare solo lo spostamento dei medici di famiglia nei distretti sanitari rischiando di togliere studi medici accessibili. Fino poco tempo fa avevamo un medico di famiglia in ogni quartiere o in ogni piccolo paesino sperduto. Questo servizio essenziale per la salute dei cittadini è stato messo in discussione dalla carenza dei medici. Si può determinare, in questo modo, che alcune aree territoriali potranno essere abbandonate a partire da quelle socialmente più disagiate nelle aree metropolitane o quelle aree geograficamente meno raggiungibili, come le isole o i paesi di montagna. Con le Case di Comunità rischiamo di spendere tutti i soldi previsti dal Pnrr per un restyling edilizio. Senza un rilancio e un riconoscimento economico per i medici dell’assistenza primaria non vi sarà nessuna riforma che regga”, aggiunge Onotri.

“Stessa condizione si riscontra nell’area ospedaliera e della dirigenza sanitaria, perché anche in questi ambiti assistiamo da tempo a fughe di medici verso la sanità privata e verso gli altri paesi, in particolare dai settori più usuranti, quali terapie intensive e il pronto soccorso. Le ragioni sono molteplici: l’assoluta cecità dei governi degli ultimi decenni nel programmare la formazione dei professionisti, la ridotta progressione di carriera, l’età media avanzata, i livelli stipendiali fra i più bassi d’Europa per i medici.

Allo stesso tempo abbiamo bisogno di nuove tutele e nuovi diritti per i medici, alla luce della recente emergenza. Per questo è necessario mettere in campo uno strumento normativo adeguato, che riconosca ai medici convenzionati le tutele previste per gli altri lavoratori, a partire dal riconoscimento dell’infortunio del lavoro e programmare una politica continuativa per le pari opportunità per donne medico. Sono questi i nodi che chiediamo di sciogliere al Ministro Orazio Schillaci. Ci convochi!”, conclude Onotri.

20 Giugno 2023

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