Specializzazione in Medicina. Smi: “Corretto centralizzare il concorso, sbagliato distribuirlo in decine di sedi nella stessa città”

Specializzazione in Medicina. Smi: “Corretto centralizzare il concorso, sbagliato distribuirlo in decine di sedi nella stessa città”

Specializzazione in Medicina. Smi: “Corretto centralizzare il concorso, sbagliato distribuirlo in decine di sedi nella stessa città”
Dallo Smi Formazione e Prospettive denunciano come, a fronte di un concorso centralizzato (visto dal sindacato dei camici bianchi come un fattore di positività), scegliendo all'interno delle Regioni una singola città, le aule dove svolgere il concorso siano sparse su tutto il territorio e non in un unico edificio, facendo saltare il controllo e l'omogeneità della prova

Dallo Smi Formazione e Prospettive esprimono profondo rammarico per l'ultima decisione relativa all'organizzazione del concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione mediche. Per lo Smi è corretto centralizzare il concorso, ma è sbagliato distribuirlo in decine di sedi nella stessa città, perché questo farebbe saltare il controllo e l'omogeneità della prova, a tutto svantaggio dei candidati. In una nota, l’area giovani del Sindacato dei camici bianchi segnala come “nei giorni scorsi i candidati siano stati informati che la sede dove svolgeranno il prossimo concorso è una per Regione (o una sede per più Regioni). Infatti, come spesso ribadito da Smi Formazione e Prospettive, la scelta di macrosedi permetterebbe di effettuare un concorso più equo: l'omogeneità degli spazi scelti e il controllo garantirebbe così un ottimale svolgimento del test”.

“Purtroppo è emerso, però, che all'interno delle diverse Regioni – denuncia lo Smi – è stata scelta sì un'unica città, ma con decine di aule diverse sparse su tutto il territorio e, dunque, non nello stesso edificio”.

“Tutto ciò porterà a seri problemi e inevitabilmente si ripresenterà la stessa situazione degli anni precedenti – prosegue la nota dello Smi – perché le aule avranno strutture differenti, una disposizione dei banchi varia, il numero di concorrenti per aula sarà diverso, favorendo così le aule più capienti e quindi più difficili da controllare. È incomprensibile come il Ministero e le Università, responsabili dell'organizzazione, siano state per l'ennesima volta incapaci di garantire un concorso il più equo possibile, avendo più di un anno di tempo a disposizione per l'organizzazione”.

Dallo Smi Formazione e Prospettive, arriva quindi un appello a Università e Ministeri: “Al Ministero e alle Università competenti spetta il compito di garantire una totale omogeneità tra le diverse aule sia dal punto di vista strutturale sia sul numero di sorveglianti messi a disposizione nelle sedi per evitare, come negli anni scorsi, una chiara disomogeneità di punteggi. È bene ricordare che nel passato sono stati evidenti punteggi più alti nelle aule con più partecipanti e in cui il controllo è stato più debole. Infine invitiamo tutti i colleghi a farsi garanti di un concorso ‘pulito’ evitando organizzazioni preventive (già messi in atto tramite i social network) e di denunciare, facendo mettere a verbale, qualsiasi irregolarità che si riscontri durante lo svolgimento della prova”.

Lorenzo Proia

10 Novembre 2017

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