Specializzazioni di area non medica, mancano ancora i decreti attuativi

Specializzazioni di area non medica, mancano ancora i decreti attuativi

Specializzazioni di area non medica, mancano ancora i decreti attuativi

Nonostante i fondi stanziati dalla legge di bilancio 2025, gli specializzandi delle professioni sanitarie non mediche attendono ancora il decreto attuativo per ricevere l'indennità di 4.773 euro annui, una cifra ritenuta inadeguata rispetto ai percorsi formativi.

Nonostante la finanziaria del 30 dicembre 2024 ne abbia disposto l’introduzione, attraverso la modifica all’art. 8 della legge 29 dicembre 2000 n. 401 (compreso il finanziamento di 30 milioni e ulteriori 2.026.830 euro per il 2025 e seguenti, proposti da un emendamento del Ministro Bernini) gli specializzandi delle scuole dell’area non medica sono ancora in attesa della erogazione delle somme previste per la dirigenza sanitaria.

Il Decreto Attuativo, infatti,è ancora nel libro dei sogni! Siamo alle solite, solo promesse e annunci clamorosie rassicuranti   per poi lasciare, coloro che dovevano beneficiare del sostegno economico promesso, in uno stato di lunga attesa a causa (sic traditur) di una macchina burocraticalenta e farraginosa. Ancora una volta si prendono in giro i più deboli cioè i professionisti più giovani alimentando, inesorabilmente, la loro sfiducia nelle istituzioni. 

La Fassid/SiNaFO aveva già contestato con fermezza, l’importo annuo stanziato per le borse riguardanti la nostra specializzazione (euro 4.773) ritenendo la cifra ridicolmente bassa rispetto a quella dei medici in un contesto, peraltro, di sovrapponibilità dei percorsi formativi, sia per quello che riguarda le regole di accesso sia per la multi-professionalità oggi richiesta nel SSN.

Avevamo evidenziato anche il fatto che alcune specializzazioni, come quella di Farmacia Ospedaliera e Fisica Sanitaria, avrebbero dovuto avere, da subito, la stessa dignità economica delle discipline mediche in quanto inserite nel decreto ordinante n°68 del 4 febbraio 2015. Infatti, sono regolate dallo stesso ordinamento dei medici, con molte ore di tirocinio in presenza, circa 1450 ore/anno, il che, ovviamente, non consente ai nostri specializzandi di svolgere altri lavori paralleli anche se occasionali.

Pertanto, assistiamo al varo di un’altra finanziaria che non porta alcunché di concreto che possa soddisfare le vane attese dei nostri giovani colleghi.

Nel frattempo, solo qualche scuola di area non medica ha preso l’iniziativa di anticipare l’erogazione di questo “ridicolo” importo. Naturalmente si deve tenere conto del reddito (“di origine patrimoniale nonché emolumenti di qualsiasi altra natura aventi carattere ricorrente, con esclusione di quelli avente carattere occasionale”) così come previsto dal decreto interministeriale del 19 aprile 1990 che normava le specializzazioni mediche in linea con la legge 398 del 30 novembre 1989, art. 3 e 6.  

Ma ci chiediamo come sia possibile per un giovane specializzando – che rinunci anche a circa 7.700 euro rivenienti da un eventuale reddito non occasionale – vivere una vita dignitosa con soli 4.773 euro anno. Se già i giovani medici specializzandi si lamentano (e a ragione!) dei circa 25.000 euro all’anno percepiti attualmenteai quali, secondo le ultime norme, si aggiungerebbe la possibilità di effettuare ulteriori 8 ore settimanali di attività libero professionale in tutti i servizi del SSN o privato accreditato, immaginiamo lo stato di disagio e di frustrazione in cui si trovano (e si troveranno sempre di più) gli altri professionisti che non hanno norme specifiche in merito!

Possiamo solo augurarci che il nostro Governo voglia cogliere l’occasione per sfruttare in positivo il mancato decreto attuativo, inserendovi una deroga per la dirigenza sanitaria non medica dal vincolo del reddito previsto dal decreto interministeriale ed al contempo inserendo le stesse regole riservate ai medici circa la possibilità di fare prestazioni in attività libero professionale.

Spes ultima dea per i nostri colleghi. Vogliamo credere che l’intervento riparatore venga posto in essere. Rimarrebbero ovviamente in attesa le sacrosante aspettative economiche ma, perlomeno, si farebbe un primo passo verso l’ottenimento di una equità normativa!

Roberta Di Turi, Giangiuseppe Console – Fassid Area SiNaFO

Roberta Di Turi e Giangiuseppe Console

17 Dicembre 2025

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