Spending review. Cimo: “Tagliare posti letto senza creare alternative è follia”

Spending review. Cimo: “Tagliare posti letto senza creare alternative è follia”

Spending review. Cimo: “Tagliare posti letto senza creare alternative è follia”
“Bisogna tenere fuori la politica dalle questioni di cura e riportare il medico al centro del sistema”. È questa per il presidente Riccardo Cassi, la ricetta per dar vita ad un “vero progetto di riforma” che elimini gli sprechi esistenti salvaguardo, però, il servizio pubblico.

“La Spending Review colpisce come una scure tagliando quello che trova davanti, senza nessuna differenza. Chiediamo di valutare attentamente le decisioni che i politici andranno a prendere. Ridurre i posti letto senza creare alternative è una follia che ricadrà sui cittadini, sui Medici e sugli altri operatori sanitari”. Questo il pensiero e la preoccupazione espressa dal presidente Cimo-Asmd, Riccardo Cassi.

“Il testo approvato in Commissione Bilancio al Senato, penalizza ancora una volta l'ospedalità pubblica con un ulteriore taglio del 10% dei posti letto rispetto al privato – ha ricordato Cassi – ci chiediamo cosa succederà nei mesi invernali quando i Pronto Soccorso saranno  intasati dalle barelle”. Per il presidente Cimo, il fine ultimo della riduzione dei servizi del servizio pubblico “è quella di privilegiare la sanità privata. Con queste soluzioni arbitrarie non si riducono gli sprechi, si tagliano i servizi prioritari senza intervenire con progetti concreti di riforma”.

“Esiste, inoltre – ha proseguitoi – il problema dei policlinici dove convenzioni capestro hanno creato centinaia di strutture inutili. Improvvisamente i governi regionali troveranno la forza di incrinare un potere strettamente intrecciato con la politica?”, si è chiesto Cassi.
“Chiediamo, pertanto, che la norma venga urgentemente rivista per garantire una più qualificata organizzazione dei nostri servizi sanitari ospedalieri – ha detto il presidente Cimo – non si vuole prendere atto che questo sistema ha fallito, nonostante il dissesto ed i disservizio che sempre più' spesso sono causa di gravissimi incidenti".

“Se si vuole salvare quello che c'è di buono, occorre una riforma che emargini la politica e la burocrazia e riporti il medico al centro del sistema – ha concluso Cassi – altrimenti sarà la fine del servizio pubblico. Superticket e contratti di lavoro di categorie importanti che prevedono l'assistenza sanitaria, senza un radicale cambiamento del sistema pubblico, spingeranno sempre più' verso le strutture private”.
 

31 Luglio 2012

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