Ssn-Università. Bottino (Acoi): “Protocollo Nazionale, segnale utile. Ora serve Riforma”

Ssn-Università. Bottino (Acoi): “Protocollo Nazionale, segnale utile. Ora serve Riforma”

Ssn-Università. Bottino (Acoi): “Protocollo Nazionale, segnale utile. Ora serve Riforma”

“Se questa bozza sarà il punto di partenza per un lavoro serio, con un cronoprogramma e obiettivi misurabili, ACOI è pronta a contribuire con proposte operative”, dichiara il presidente, sottolineando come l’obiettivo sia mettere in sicurezza concorsi, trasparenza e formazione.

“Che si torni a discutere di un Protocollo nazionale per regolare i rapporti tra Università e Servizio sanitario è un segnale utile: questo tema incide ogni giorno sulla qualità delle cure, sulla formazione dei giovani medici e sulla tenuta del SSN”. Lo afferma Vincenzo Bottino, presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi), commentando quanto riportato da Quotidiano Sanità sulla bozza di nuovo Protocollo nazionale per le AOU e l’integrazione Università–SSN.

Tuttavia, per Bottino, “un Protocollo da solo non basta se non è accompagnato da una riforma vera, coerente e verificabile. Dopo anni di applicazioni disomogenee e prassi ‘elastiche’, servono regole comuni che riducano le zone grigie e rendano trasparenti responsabilità e processi decisionali. La prima regola è semplice: le direzioni cliniche del SSN si assegnano con procedure pubbliche e selezione per merito, non con automatismi legati al ruolo accademico e non con scorciatoie che comprimono le opportunità di carriera del personale ospedaliero”.

Bottino richiama anche il tema della chiarezza normativa. “L’integrazione va governata dentro cornici solide e gerarchicamente corrette: non si può affidare a testi che rischiano di sovrapporsi alla legge o di introdurre soluzioni ‘di fatto’ senza sciogliere i nodi che hanno prodotto clinicizzazioni, conflitti di ruolo e asimmetrie di potere. Se l’obiettivo è salvaguardare l’integrazione, allora bisogna rendere misurabili i doveri assistenziali, chiarire competenze e responsabilità nella governance e ricondurre tutto a principi uniformi sul territorio nazionale”.

Sul versante formativo, il presidente Acoi aggiunge una precisazione: “Le Università sono autonome nel decidere come organizzare la formazione e questa autonomia va rispettata. Proprio per questo, però, devono anche definire in modo chiaro modalità e criteri per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale di professori e ricercatori, attraverso strumenti ordinari e trasparenti: regolamenti interni, programmi di formazione didattica dei docenti, politiche di qualità della didattica. È un pezzo essenziale della credibilità del sistema formativo, soprattutto quando la formazione si intreccia con l’attività assistenziale nei reparti del SSN”.

“La formazione specialistica, inoltre, deve essere garantita da rete clinica, sala operatoria, tutoraggio reale, logbook e audit. E va riconosciuto il ruolo di chi forma ogni giorno negli ospedali del SSN, perché senza valorizzazione dei tutor e senza programmazione coerente dei fabbisogni il sistema perde attrattività e i giovani si allontanano” prosegue Bottino.

“Se questa bozza sarà il punto di partenza per un lavoro serio, con un cronoprogramma e obiettivi misurabili, Acoi è pronta a contribuire con proposte operative: concorsi e criteri oggettivi per le direzioni, tracciabilità dell’impegno assistenziale, qualità della didattica nei reparti, audit e indicatori di esito, fino a modelli di “teaching hospital” realmente funzionanti”, conclude il presidente Acoi. “L’integrazione Università–SSN è un patrimonio del Paese: proprio per questo va resa più trasparente, più equa e più orientata ai risultati, nell’interesse dei pazienti, degli specializzandi e dei professionisti che tengono in piedi la sanità pubblica ogni giorno”.

16 Febbraio 2026

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