Ssn. Winter School 2018, le nuove sfide della Sanità: “Più prevenzione, meno burocrazia e accesso alle cure uguale per tutti”

Ssn. Winter School 2018, le nuove sfide della Sanità: “Più prevenzione, meno burocrazia e accesso alle cure uguale per tutti”

Ssn. Winter School 2018, le nuove sfide della Sanità: “Più prevenzione, meno burocrazia e accesso alle cure uguale per tutti”
Migliorare la prevenzione delle malattie e l’efficienza delle strutture sanitarie, ridurre le disparità tra le prestazioni, definire una politica sanitaria nazionale integrata con le priorità industriali del Paese e semplificare la burocrazia. Queste sono le nuove sfide che dovrà affrontare il Servizio Sanitario Nazionale, sfide al centro del dibattito della prima giornata della Winter School 2018, in corso a Como fino al 27 gennaio. IL PROGRAMMA

Il progresso tecnologico avanza, la domanda di prestazioni sanitarie dei cittadini, che vivono più a lungo rispetto al passato, cresce. Così come aumentano i casi di malattie croniche da gestire: in Italia riguardano il 30 per cento della popolazione. È questo il quadro della Sanità italiana delineato durante la prima giornata della Winter School 2018, inaugurata ieri, giovedì 25 gennaio.
 
Due i principali temi affrontati nel corso di questa prima sessione: il futuro della sanità italiana e la sostenibilità e revisione del farmaco e dei dispositivi in Italia. Quale modello sanitario potrà rispondere al diritto alla salute dei cittadini? I massimi esperti della sanità presenti alla tavola rotonda di Como hanno cercato di rispondere al quesito proponendo “modelli di sostenibilità che rispondono a concetti chiave,come semplificazione (a dispetto di una burocratizzazione del sistema salute nel suo complesso), centralismo versus federalismo e lavoro in rete tra Asl e all’interno delle stesse; un buon strumento possono essere i Dipartimenti interaziendali diffusi sul territorio”.
 
Per gli esperti “la ricomposizione, altra necessaria chiave di volta, è intesa come omogeneizzazione di gestione, programmazione ed integrazione dei servizi e dei professionisti che operano nel campo della cronicità al fine di ottenere una unica modalità di approccio nei confronti del paziente cronico. Risulta essere determinante nel processo di cambiamento anche la sinergia tra gli attori del sistema, nonché modelli organizzativi (che non dimentichino, però, il rapporto paziente-medico e paziente-infermiere), la richiesta di autonomia differenziata e la proposta di una sanità integrativa. Se la tecnologia è un potenziale driver di cambiamento (si pensi, ad esempio, alla prospettiva di sviluppo della robotica nella domiciliazione delle cure) e fattore di crescita, resterà fondamentale il ruolo del medico di famiglia e dei farmacisti sul fronte della cura sul ‘territorio’, della prevenzione e nell’educazione sanitaria”.
 
Altro tema di rilievo affrontato è stato quello della legge Gelli-Bianco: “se ha ampliato l'ambito di tutela del diritto alla salute ricomprendendovi la sicurezza delle cure, le strutture sanitarie, socio-sanitarie e gli esercenti la professione, proprio per salvaguardare tale diritto – hanno spiegato i presenti –  dovranno adottare risorse strutturali, tecnologiche ed organizzative adeguate, tra le quali deve ricomprendersi necessariamente anche il rispetto della normativa sulla privacy”.
 
Infine, considerando la necessità di delisting, la rimozione dal prontuario dei farmaci e dei dispositivi obsoleti, anche strumenti digitali innovativi all’interno della sanità hanno un ruolo strategico: “servono – hanno concluso gli esperti intervenuti durante la tavola rotonda – non solo per portare l’innovazione nel servizio digitale al cittadino oppure la telemedicina, ma anche per raccogliere le informazioni e supportare i processi decisionali in campo farmaceutico e generale, come prescrivere e somministrare i farmaci in ospedale o impiegare protesi e dispositivi in tempo reale per il cittadino”.

26 Gennaio 2018

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