Stipendi a confronto. Tra il 2014 e il 2017 la retribuzione oraria è cresciuta dell’1,7%. Ma in sanità meno che in altri settori. Al Sud buste paga più basse. Si riduce il gap di genere

Stipendi a confronto. Tra il 2014 e il 2017 la retribuzione oraria è cresciuta dell’1,7%. Ma in sanità meno che in altri settori. Al Sud buste paga più basse. Si riduce il gap di genere

Stipendi a confronto. Tra il 2014 e il 2017 la retribuzione oraria è cresciuta dell’1,7%. Ma in sanità meno che in altri settori. Al Sud buste paga più basse. Si riduce il gap di genere
Studio Istat sui “Differenziali retributivi in Italia”. Gli uomini guadagnano in media di più ma il gap di genere mostra un trend in calo nel 2017 (+7,4%) rispetto al 2014 (+8,8%) per effetto di una maggiore crescita della retribuzione oraria mediana delle donne (+2,4%) rispetto a quella degli uomini (+1%). Retribuzioni più alte al Nord e per chi ha titoli di studio più elevati. LO STUDIO.

Nel 2017 la metà delle posizioni lavorative percepisce una retribuzione oraria pari o inferiore a 11,25 euro (valore mediano). La retribuzione oraria mediana fa registrare nel 2017 un aumento dell’1,7% rispetto al 2014, dello 0,4% rispetto al 2015 e dello 0,3% rispetto al 2016. Ad analizzarlo è uno studio Istat sui “Differenziali retributivi in Italia”.
 
Si riduce il gap di genere. I rapporti di lavoro che riguardano gli uomini sono il 59% del totale e registrano una retribuzione oraria mediana di 11,61 euro, superiore del 7,4% rispetto a quella delle donne (10,81 euro).

Il gap di genere mostra un trend in calo nel 2017 (+7,4%) rispetto al 2014 (+8,8%) per effetto di una maggiore crescita della retribuzione oraria mediana delle donne (+2,4%) rispetto a quella degli uomini (+1%).
 
Più alto il livello di studio più alta la retribuzione. Le posizioni lavorative occupate da dipendenti con titolo di istruzione terziaria fanno registrare una retribuzione oraria mediana di 13,85 euro, superiore di 3,12 euro rispetto a quelle di dipendenti con livello di istruzione primario (con un differenziale del 29,1%); quelle con titolo di studio secondario rispetto al primario invece mostrano un differenziale del 7,5% e coinvolgono il 44% circa dei rapporti totali. Nel 2017, la retribuzione oraria dei dipendenti che possiedono un diploma è pari a 11,54 euro, il 20% in meno rispetto alla retribuzione oraria dei dipendenti che possiedono almeno una laurea triennale (13,85 euro). Il premio retributivo dei laureati risulta inferiore rispetto a quello osservato nel 2014 (21,2%); infatti, i laureati presentano una crescita nelle retribuzioni inferiore rispetto a quella dei diplomati (rispettivamente, da 13,83 euro a 13,85 euro e da 11,41 euro a 11,54). In termini di struttura occupazionale nel 2017 ci sono circa 3 laureati ogni 10 diplomati (incidenza in crescita rispetto al 2014).
 
Nel 2017 la retribuzione oraria mediana passa dai 10,03 euro dei giovani (classe di età 15-29 anni) ai 12,46 euro dei lavoratori più anziani (età maggiore o uguale a 50 anni).
 
Al Sud retribuzioni più basse. Le retribuzioni orarie mediane più basse si osservano per i rapporti di lavoro di imprese localizzate nelle regioni del Sud (10,25 euro), il valore più elevato in quelle del Nord-ovest (11,91 euro) con un differenziale retributivo pari al 16,2%. Nel Nord-ovest sono attivi il 31,4% dei rapporti di lavoro totali, al Sud il 17,1% e nelle Isole il 6,7%.
 
Nel 2017, il 17% circa delle posizioni lavorative è stato occupato da lavoratori nati all’estero, la maggior parte dei quali (71% circa) nata in paesi extra-europei.
 
 
Gli stranieri guadagnano meno. Il differenziale retributivo dei lavoratori nati all’estero rispetto a quelli nati in Italia è negativo e più ampio per i lavoratori nati nei paesi extra-europei (-13,2%) rispetto a quello dei lavoratori nati in paesi europei (-9,4%).
 
 
La sanità e l’assistenza sociale è tra le voci che dal 2014 al 2017 hanno variato meno la retribuzione oraria: al massimo l’1-2% contro variazioni ad esempio delle attività finanziarie e assicurative che hanno raggiunto anche il 32 per cento.

Nel settore sanità e assistenza sociale la retribuzione oraria tra tempo determinato e tempo pieno varia del -22,4% a sfavore del primo con differenze percentuali che tra chi guadagna meno sono del -10,5% e tra chi guadagna di più raggiungono il -27,4 per cento.

  

 

 

 

 

10 Dicembre 2019

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