“Stop agli infermieri fantasma”: la Fnopi mette sotto accusa contratti a tempo determinato, lavoro interinale e demansionamento

“Stop agli infermieri fantasma”: la Fnopi mette sotto accusa contratti a tempo determinato, lavoro interinale e demansionamento

“Stop agli infermieri fantasma”: la Fnopi mette sotto accusa contratti a tempo determinato, lavoro interinale e demansionamento
La Federazione degli Ordini degli infermieri scrive al ministro Grillo per evitare il fenomeno, riorganizzare un’assistenza che premi aziende e professionisti e rispetti e soddisfi i bisogni di salute dei pazienti e per sollecitare il tavolo permanente di lavoro che lo stesso ministro aveva prospettato. Il solo lavoro interinale costa il 18% in più della dipendenza ma incide sulla voce 'beni e servizi'. LA LETTERA.

Oltre 12mila infermieri a tempo determinato e almeno 4-5000 con contratti internali. Competenze e specializzazioni non riconosciute in tutte le Regioni e, anzi, spesso un demansionamento per far fronte a carenze di personale anche non laureato che la stessa giurisprudenza condanna. Totale discrezionalità nei percorsi in cui vengono inseriti i professionisti e nessuna possibilità di investire e valorizzare gli stessi professionisti in un corto circuito che penalizza l’assistenza infermieristica è i cittadini che ne debbono usufruire.

Gli “infermieri fantasma” ci sono e tra tutte le situazioni descritte sfiorano le centomila unità. Così come i medici dichiarati nelle ultime settimane dal ministro della Salute Giulia Grillo. Ed essere “fantasma”, qualunque sia la ragione, genera insoddisfazione e stress, fino anche al burn out: studi internazionali hanno dimostrato che circa 98mila pazienti muoiono ogni anno in ospedale nel mondo a causa di errori prevenibili. La maggior parte di questi errori sono conseguenza di processi o condizioni difettose del sistema e tra queste rientra l’eccessivo – e male organizzato – carico di lavoro degli operatori.

Per evitare questo fenomeno e riorganizzare un’assistenza che premi aziende e professionisti, ma soprattutto rispetti e soddisfi i bisogni di salute dei pazienti, la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI), a cui sono iscritti gli oltre 441mila infermieri presenti in Italia che ne fanno il maggior Ordine professionale del nostro Paese,  ha inviato una lettera al ministro della Salute Giulia Grillo per sollecitare quel tavolo permanente di lavoro che lo stesso ministro aveva prospettato per la professione infermieristica per sciogliere i nodi che attualmente legano l’assistenza e per trovare soluzioni efficaci e condivise anche con le altre categorie professionali.

Le soluzioni possibili? In attesa del tavolo permanente la FNOPI indica la reale stabilizzazione dei precari, ma anche degli interinali che costano al Servizio sanitario almeno il 18% in più dei dipendenti perché ai costi del personale si devono aggiungere i guadagni delle agenzie di somministrazione e sono utilizzati perché il loro peso economico non grava sulla spesa per il personale, ma su quella per beni e servizi. Un escamotage che consente di non superare a priori il limite per il personale fissato da più manovre di bilancio della spesa 2004 meno lo 0,4 per cento.

Quindi il pieno riconoscimento delle specializzazioni infermieristiche e, per queste, l’infungibilità in sintonia con quella naturale dei medici specialisti, perché la loro assistenza possa essere mirata, appropriata e dedicata ai bisogni di specifici pazienti, non solo migliorando i servizi, ma anche riducendo i rischi e aumentando la qualità del servizio.

E poi il demansionamento: la giurisprudenza punisce le aziende che lo applicano metodicamente ma al di là delle necessità contingenti e sempre e solo a favore del paziente è una forma di utilizzo improprio dei professionisti infermieri che andrebbe bloccato alla radice con una corretta revisione degli organici che consenta di mettere ogni operatore al suo posto e con sbarramenti nell’organizzazione gestionale delle aziende e dei servizi.

31 Ottobre 2018

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