Suicidio assistito. Sicp e Fcp: “Cure palliative da implementare. Si lasci immodificata la legge sulle Dat”

Suicidio assistito. Sicp e Fcp: “Cure palliative da implementare. Si lasci immodificata la legge sulle Dat”

Suicidio assistito. Sicp e Fcp: “Cure palliative da implementare. Si lasci immodificata la legge sulle Dat”
Così la Società italiana cure palliative e la Federazione cure palliative, commentano la sentenza della Consulta, specificando che "non viene riconosciuto il diritto al suicidio medicalmente assistito, ma che viene individuata un’area di non punibilità". Invitano il Parlamento alla stesura di una legge ad hoc sull’aiuto a morire, senza modificare l'attuale normativa sulle Dat. Viene espressa preoccupazione per il coinvolgimento di comitati etici, e valutata invece con favore la libertà di coscienza per i sanitari.

La sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita non riconosce il diritto al suicidio medicalmente assistito, ma che viene individuata un’area di non punibilità per chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio. Il Parlamento itervenga con una legge ad hoc sull’aiuto a morire, senza modificare l'attuale normativa sulle Dat.
 
Questa la presa di posizione da parte della Società italiana cure palliative e la Federazione cure palliative in merito alle motivazioni della sentenza della Consulta sul suicidio assistito.
 
In una nota, Sicp e Fcp valutano molto positivamente "la perentoria indicazione della Corte costituzionale ad implementare una diffusa offerta di Cure Palliative ai malati che fanno richiesta di suicidio assistito al fine di prevenire un improprio ricorso al suicidio in casi di sofferenze fisiche o psico-esistenziali controllabili". E, in tal senso, ribadiscono che l’attuale offerta di Cure Palliative "è insufficientemente garantita su quasi tutto il territorio nazionale poiché l’implementazione delle Reti Locali e Regionali di Cure Palliative prevista dalla Legge 38/10 è gravemente deficitaria in molte Regioni italiane".
 
Quanto ad una prossima eventuale legge sul suicidio assistito, Sicp e Fcp ritengono che sarebbe "preferibile che il Parlamento scegliesse la seconda ipotesi formulata dalla Corte costituzionale lasciando immodificata la Legge 219/17 (legge sulle Dat) per procedere alla stesura di una legge ad hoc sull’aiuto a morire".
 
Non manca la preoccupazione per il coinvolgimento preventivo dei Comitati Etici Locali, "sia per la loro scarsa diffusione a livello territoriale sia perché sono prevalentemente orientati alla valutazione di sperimentazioni cliniche; infatti, solo pochissimi di essi hanno sviluppato competenze di bioetica clinica".
 
Inoltre,  pur valutando positivamente l’indicazione posta dalla Corte costituzionale circa “la verifica da parte di una struttura pubblica appartenente al Servizio Sanitario Nazionale delle condizioni e delle modalità di esecuzione del suicidio assistito”, la Società italiana cure palliative e la Federazione cure palliative sottolineano che sarebbe importante non escludere il domicilio del malato e altri setting come luoghi di attuazione dello stesso.
 
Infine, viene espresso un giudizio positivo sulla posizione della Corte costituzionale nel prevedere la libertà di coscienza ai sanitari in tema di aiuto al suicidio; "spetterà ad una legge ad hoc prevedere da un lato l’obiezione di coscienza per il personale sanitario e, dall’altro, l’esercizio del diritto del paziente".

26 Novembre 2019

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