Tamponi rapidi dal medico di famiglia. Snami ribadisce il suo no: “Non siamo in svendita”

Tamponi rapidi dal medico di famiglia. Snami ribadisce il suo no: “Non siamo in svendita”

Tamponi rapidi dal medico di famiglia. Snami ribadisce il suo no: “Non siamo in svendita”
Il sindacato autonomo conferma la sua contrarietà al progetto: “Prescrizioni, visite, telefonate, burocrazia varia nei nostri studi poi chi la fa? Affidabilità percentuale dei test rapidi e problemi medico-legali che ne potrebbero incorrere, assicurazione e compensi e non da ultimo modalità e tempi di esecuzione. Non si tratta di vaccinazioni, che si possono programmare, perché un paziente non decide di ammalarsi un tal giorno e in una tal data con un appuntamento fissato”.

“Una caratteristica di un buon leader è anche quella di saper delegare – dice Angelo Testa, presidente nazionale Snami – trovare delle figure di riferimento specializzate e affidare a queste, in modo diversificato, i compiti. Ora mi chiedo dove sia il leader nella gestione dell’emergenza Covid-19, un’emergenza prorogata al 31 Gennaio 2021 ma che vede costantemente le deleghe delle azioni primarie a noi Medici di Medicina Generale. Medici costantemente in prima linea, e non solo nei confronti della pandemia che stiamo affrontando ma anche nella gestione di cronicità, prevenzione e malattie che affliggono quotidianamente i nostri assistiti. Un leader che affida di continuo alla stessa categoria di persone sempre più mansioni può ottenere l’unico risultato di creare loro un burnout , con conseguente il collasso del sistema sanitario”.
 
“Non sono solo queste le motivazioni che ci spingono ad urlare un NO all’esecuzione da parte della categoria da noi rappresentata dei tamponi rapidi all’interno dei nostri studi – dice Salvatore Cauchi, addetto stampa nazionale Snami – ci sono anche questioni decisamente non meno importanti quali la sicurezza dei stessi in termini di sanificazione che non si capisce a chi dovrebbe competere se dovessimo trovare un caso positivo, evento altamente probabile, e temporanea chiusura con gravi danni per la sospensione dell’assistenza medica. Ci spostiamo e corriamo ogni qualvolta sia necessario eseguirne uno? Prescrizioni, visite, telefonate, burocrazia varia nei nostri studi poi chi la fa?. Affidabilità percentuale dei test rapidi e problemi medico-legali che ne potrebbero incorrere, assicurazione e compensi e non da ultimo modalità e tempi di esecuzione. Non si tratta di vaccinazioni, che si possono programmare, gestire in termini di orari e luoghi di esecuzione, perché un paziente non decide di ammalarsi un tal giorno e in una tal data con un appuntamento fissato”.
 
“I nostri assistiti non ci meritano stanchi – conclude Angelo Testa – non ci meritano offuscati perché non saremmo di aiuto come sempre se costantemente di corsa e affannati. Loro hanno bisogno di noi, come prima e forse di più, perché hanno paura e le patologie non si fermano perché la presenza del Covid è costante e Noi, faticosamente e più di prima, dobbiamo essere reattivi, concentrati e pronti a dare risposte di assistenza medica a trecentosessanta gradi”.

14 Ottobre 2020

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