Tempi d’attesa. Magi (Sumai): “La situazione è nota da tempo. È ora di cambiare passo”

Tempi d’attesa. Magi (Sumai): “La situazione è nota da tempo. È ora di cambiare passo”

Tempi d’attesa. Magi (Sumai): “La situazione è nota da tempo. È ora di cambiare passo”
In che modo? Aumento degli specialisti, agende di prenotazione cadenzate con “tempo medio” tra una prenotazione e l’altra che varia rispetto alla complessità della prestazione da erogare; aumento del monte ore delle branche critiche della Sai. Credo che la classe medica, tutta, sia mai come in questo momento chiamata ad una prova di unità che dia un segnale forte e inequivocabile: se crolla il Servizio sanitario crolla tutto il Paese

Lo studio presentato ieri sui tempi e i costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali per noi specialisti ambulatoriali del SUMAI Assoprof che operano sul territorio non rappresenta una novità. Purtroppo. Sono anni, infatti, che lamentiamo inascoltati le difficoltà che oggi, ancora una volta, sono illustrate dallo studio condotto dalla Fp Cgil medici ovvero liste d’attesa ingestibili e costi che nel privato accreditato sono concorrenziali rispetto al pubblico. 
 
Noi specialisti ambulatoriali del SUMAI Assoprof  però non ci limitiamo alla semplice protesta e lamentazione. No, il nostro senso di responsabilità, di attaccamento al lavoro e fedeltà nei confronti del Ssn ci ha portato a sviluppare soluzioni per migliorare l’offerta di sanità di cui hanno bisogno i cittadini.
 
È da tempo che ai nostri interlocutori sottolineiamo la necessità di: un aumento del numero degli specialisti che sono diminuiti essendo andati in pensione;
agende di prenotazione cadenzate, con un “tempo medio” tra una prenotazione e l’altra che deve variare rispetto alla complessità prevista della prestazione da erogare; aumento del monte ore delle branche critiche della specialistica ambulatoriale che in questi anni si è ridotta di circa il 40%.
 
È triste constatare che proprio quest’anno, in cui si ‘dovrebbe celebrare’ il 40° anniversario del nostro Servizio sanitario nazionale emerga sempre più chiaramente come il Sistema sanità sia sempre più a rischio essendo in atto da tempo un processo di definanziamento e di privatizzazione testimoniato ancora una volta dallo studio dei colleghi della Fp Cgil.

Credo che la classe medica, tutta, senza distinzioni tra dipendenti e convenzionati, sia mai come in questo momento chiamata ad una prova di unità che dia un segnale forte e inequivocabile che la misura per la Sanità pubblica è colma. E lo possiamo vedere dai ritardi nei rinnovi, fino alle condizioni di lavoro, passando per gli atti di violenza. Dobbiamo far capire che in questo momento di persistente difficoltà economica e sociale se crolla il Servizio sanitario, unico e ultimo baluardo residuo di welfare, crolla tutto il Paese.
 
Antonio Magi
Segretario Sumai Assoprof

Antonio Magi

20 Marzo 2018

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