Vaccini Covid e infermieri. Anche Fials contro il protocollo: “Governo e Regioni lo ritirino subito, lede diritto costituzionale degli infermieri e dignità professionale”

Vaccini Covid e infermieri. Anche Fials contro il protocollo: “Governo e Regioni lo ritirino subito, lede diritto costituzionale degli infermieri e dignità professionale”

Vaccini Covid e infermieri. Anche Fials contro il protocollo: “Governo e Regioni lo ritirino subito, lede diritto costituzionale degli infermieri e dignità professionale”
Il sindacato boccia l’intesa tra Governo, Regioni e Fnopi per il coinvolgimento degli infermieri nella campagna vaccinale. Si tratta di un protocollo di accordo in aperta violazione della legge 3/18 che esclude tassativamente qualsiasi ruolo negoziale in materia sindacale e di rapporto di lavoro agli Ordini delle professioni sanitarie”. LA LETTERA

“E’ evidente che il contenuto del protocollo, rientrando nella sfera dell'organizzazione del lavoro, del trattamento normativo ed economico degli infermieri, rientra appieno nelle competenze esclusive della contrattazione tra parti datoriali, anche pubbliche, e parti sindacali. Stupisce che un ministro, che è responsabile, anche, di una forza politica che ha per la sigla l’articolo 1 della nostra Costituzione, dimentichi in questo atto chi rappresenta e tutela il lavoro. Invitiamo, pertanto, Governo e Regioni a ritirare tale protocollo e convocare subito un tavolo di confronto con le sigle firmatarie dei contratti della sanità per redigerne uno nuovo con migliori contenuti, maggiormente operativo dall’immediato e più rispettoso della dignità e autonomia di professionisti laureati”.
 
Così Giuseppe Carbone, segretario generale Fials, sull'intesa sottoscritta da ministero, conferenza delle Regioni e Fnopi (ordine degli infermieri), relativa alla somministrazione domiciliare delle dosi da parte degli infermieri pubblici fuori dall'orario di servizio.
 
Sulla dibattuta vicenda il sindacato ha scritto una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza, per chiarire la sua posizione in merito. “Riteniamo – si legge – che non sia eticamente corretto riconoscere dalle parti firmatarie dell’accordo, solo per in una situazione emergenziale (vaccinazione) l’attività libero professionale per gli infermieri per poi mettere tutto a tacere e in un dimenticatoio, disconoscendo le competenze e l'autonomia professionale degli infermieri come delle altre professioni sanitarie. A tutti questi professionisti sanitari va da subito riconosciuto un allineamento giuridico, normativo ed economico alla dirigenza sanitaria con l’estensione dell’attività libero professionale intramoenia e l'indennità di esclusività del rapporto di lavoro o diversamente, a richiesta del professionista, l’attività libero professionale extramoenia. Non vi sono oggi motivazioni giuridiche e normative che possano sostenere tale diversità”.
 
“Si tratta di un protocollo di accordo in aperta violazione della legge 3/18 – sottolinea la Fials – che esclude tassativamente qualsiasi ruolo negoziale in materia sindacale e di rapporto di lavoro agli Ordini delle professioni sanitarie”. Quindi, “giuridicamente nullo, in quanto invade competenze che la Costituzione e le leggi conseguenti riservano alla titolarità delle organizzazioni sindacali rappresentative delle lavoratrici e dei lavoratori, nel caso specifico anche delle infermiere e degli infermieri, organizzazioni ai quali liberamente si iscrivono e liberamente votano nelle elezioni per le RSU in dimensioni numeriche rilevanti e più che maggioritarie al contrario di Ordini, a cui si iscrive ope legis e i cui organismi dirigenti sono votati parti da una piccolissima minoranza degli stessi iscritti”.
 
“Governo e Regioni, nel rispetto della norma, avrebbero dovuto, invece, convocare i sindacati firmatari del Contratto del comparto sanità – ribadisce la missiva Fials – e con essi concordare un accordo per regolamentare la vaccinazione da parte degli infermieri, ma perché no anche da parte delle assistenti sanitari e delle ostetriche, a domicilio del cittadino in condizione di impossibilità a recarsi nel centro vaccinale”.
 
Per il sindacato, in tal modo, si sarebbe potuto dar vita ad un accordo più in linea con le esigenze sia dei cittadini, sia dei professionisti. Così da evitare un “corso da parte dell’ISS per insegnare agli infermieri come vaccinare, atto che è una competenza core dell’infermiere”. Evitando a professionisti laureati “la subalternità al medico” e “la retribuzione per atto vaccinale – affonda la Fials – quanto mai lesiva della dignità professionale”. Il messaggio a Speranza è chiaro: così proprio non va, è tutto da rifare.

25 Maggio 2021

© Riproduzione riservata

Medicina generale, bando 2026-2029: domande entro il 27 luglio
Medicina generale, bando 2026-2029: domande entro il 27 luglio

È stato pubblicato l’avviso per il concorso di ammissione ai corsi di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2026-2029. Le Regioni e la Provincia autonoma di Trento hanno...

Emergenza caldo e Pronto Soccorso. Simeu: “Il sistema regge, ma la tenuta dipenderà dalla durata dell’ondata”
Emergenza caldo e Pronto Soccorso. Simeu: “Il sistema regge, ma la tenuta dipenderà dalla durata dell’ondata”

Il sistema dell'emergenza-urgenza sta tenendo di fronte all'ondata di calore. Lo conferma Simeu, la Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, che invita però a non abbassare la guardia nelle prossime...

Confcooperative Sanità. “Il Ssn va ripensato: Cooperazione sanitaria elemento chiave per il futuro del sistema”
Confcooperative Sanità. “Il Ssn va ripensato: Cooperazione sanitaria elemento chiave per il futuro del sistema”

Una sanità da pensare, curare e sostenere. È il messaggio lanciato da Confcooperative Sanità in occasione dell’Assemblea nazionale 2026, ospitata a Roma presso il Palazzo della Cooperazione e dedicata al...

Medici di famiglia. Via libera dalla Stato-Regioni all’accordo per la loro presenza nelle Case della Comunità
Medici di famiglia. Via libera dalla Stato-Regioni all’accordo per la loro presenza nelle Case della Comunità

Arriva il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni all’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale per la loro presenza nelle Case della Comunità Il...