Vietti (Acop): “Il Ssn da solo non ce la fa. Serve una collaborazione più forte con la sanità privata”

Vietti (Acop): “Il Ssn da solo non ce la fa. Serve una collaborazione più forte con la sanità privata”

Vietti (Acop): “Il Ssn da solo non ce la fa. Serve una collaborazione più forte con la sanità privata”

Il presidente dell'Associazione: "Stato e privato accreditato insieme per liste d'attesa, contratti e innovazione. Non appalti ma programmazione".

Il Servizio sanitario nazionale è una conquista di civiltà, ma oggi è in affanno. E da solo non ce la fa. A dirlo è Michele Vietti, presidente dell’Associazione delle cliniche private Acop, intervenuto a margine del convegno “Futuro Ssn: appalto o programmazione”, organizzato in occasione dell’Assemblea nazionale dell’associazione.

“Siamo un Paese che è diventato più anziano, in cui la cronicità rappresenta la principale emergenza sanitaria e nel quale l’innovazione è indispensabile, ma le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale hanno costi elevati”, ha dichiarato Vietti. “Come fronteggiare tutto questo? Lo Stato, da solo, non ce la fa. C’è bisogno del contributo della sanità privata, che è pienamente disponibile a fare la propria parte”.

Il presidente di Acop ha messo sul tavolo due temi centrali. Il primo è il rinnovo del contratto collettivo: “Vogliamo che i nostri lavoratori siano equiparati, nel trattamento economico, a quelli del settore pubblico. Ma abbiamo bisogno delle adeguate coperture”. Il secondo è la questione delle liste d’attesa: “Su questo fronte, il contributo della sanità privata è indispensabile”.

Nel corso del convegno si è discusso anche della scelta strategica che il sistema sanitario dovrà compiere tra il ricorso all’appalto – che pone l’accento su modelli mercantilistici scarsamente compatibili con il servizio sanitario – e la programmazione pubblica, che evidenzia l’importanza di una governance centrale capace di pianificare risorse, bisogni e priorità essenziali nel rispetto dell’esistente e del suo radicamento territoriale.

“Oggi è fondamentale trovare un equilibrio tra efficienza operativa e tutela dell’interesse pubblico”, ha sottolineato Vietti. In questo contesto, il contributo della sanità privata accreditata emerge come un elemento chiave per garantire qualità, tempestività e sostenibilità delle cure, all’interno di un modello in grado di rispondere in modo più efficace alle sfide future del Ssn, tra innovazione, domanda crescente e vincoli economici.

17 Giugno 2026

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