Indennità di PS agli infermieri. Zega (Opi Roma): “Rimediata una palese ingiustizia”

Indennità di PS agli infermieri. Zega (Opi Roma): “Rimediata una palese ingiustizia”

Indennità di PS agli infermieri. Zega (Opi Roma): “Rimediata una palese ingiustizia”

Il presidente dell’Ordine degli infermieri di Roma accoglie con soddisfazione l’approvazione della norma nella nota di aggiornamento del Def regionale in Consiglio regionale. “Rocca si era con noi impegnato a rimediare. Meglio tardi che mai”.

“Apprendiamo con soddisfazione che il Consiglio Regionale, rimediando ad una intollerabile ingiustizia contenuta nella legge di bilancio approvata in agosto ha esteso le indennità di pronto soccorso a tutto il personale sanitario che vi opera e non, come in precedenza, ai soli medici. Avevamo definito questa discriminazione come una offesa alla Professione Infermieristica. Diamo atto che il Presidente della Regione si era con noi impegnato a rimediare. Meglio tardi che mai”. Lo dichiara, in una nota, il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma, Maurizio Zega.

Il Consiglio regionale del Lazio ha infatti approvato negli scorsi giorni la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza regionale (Nadefr) 2026 – anni 2026-2028 (proposta di deliberazione consiliare n. 50), che all’articolo 7 autorizza le aziende e gli enti del SSR a erogare un’indennità una tantum in favore del personale sanitario operante nei servizi di pronto soccorso delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale, replicando quanto già effettuato per i dirigenti medici, ai sensi dell’articolo 9 della l.r. n. 15/2025. Tale indennità, spiega la nota del Consiglio regionale, può arrivare fino al 3,33 percento della retribuzione annua lorda, fermo restando che alla definizione dei criteri e delle modalità di erogazione provvedono le aziende e gli enti del SSR, di concerto con l’Amministrazione regionale e le organizzazioni sindacali.

“La prima persona che incontra chi si reca al pronto soccorso – commenta Zega – è un Infermiere: è l’infermiere a gestire anche i tanti casi di sovraffollamento e di tensione che si creano, come ben noto, e come testimoniano anche i tanti casi di aggressione. E si fanno molti discorsi sulla sanità come “sistema” di armonica collaborazione. Poi però si deve passare dalle parole ai fatti. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche è Ente sussidiario dello Stato, e non gli competono impegni sindacali, ma come non rimanemmo silenziosi allora, non lo siamo neppure oggi che si è provveduto a riparare un errore”, conclude il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma.

Ufficio stampa: eprcomunicazione, Alberto Hermanin
[email protected] – 347 4779390

22 Dicembre 2025

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