Infezioni Correlate all’Assistenza. Nel Lazio confronto per definire strategie di prevenzione

Infezioni Correlate all’Assistenza. Nel Lazio confronto per definire strategie di prevenzione

Infezioni Correlate all’Assistenza. Nel Lazio confronto per definire strategie di prevenzione

In Italia la prevalenza delle ICA è superiore alla media europea (10,2% contro 7,1%), nel Lazio raggiunge l’11,2%. Dal 2024, su input della Regione, attivo un programma di formazione. Urbani: “Deve diventare patrimonio di tutti creando una rete di esperienze, professionalità, competenze e consapevolezza”.

Le Infezioni Correlate all’Assistenza rappresentano una delle più grandi e attuali emergenze sanitarie. Si tratta di infezioni dovute a batteri, funghi, virus o altri agenti patogeni contratte durante l’assistenza in qualsiasi contesto assistenziale. Su input della Regione Lazio, dal settembre 2024 il Centro di formazione permanente in Sanità dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS ha avviato un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere, finanziato nell’ambito del PNRR, rivolto a oltre 16.500 unità di personale del Servizio Sanitario Regionale. Un’azione capillare mirata a sensibilizzare e formare il personale sanitario al fine di ridurre le infezioni correlate all’assistenza.

Giovedì 19 febbraio la Sala Tevere della Regione Lazio, si è tenuto un incontro per fare il punto sullo stato dell’arte del percorso di formazione ma anche per condividere linee guida e strategie per affrontare questa emergenza sanitaria in modo efficace.

“Questo potente programma di formazione deve diventare patrimonio di tutti creando una rete di esperienze, professionalità, competenze e consapevolezza. Queste infezioni impattano sulla qualità delle cure e sui conti. Per cui non ci fermeremo a questi momenti formativi”, le parole di Andrea Urbani, Direttore della Direzione Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, rilanciata da una nota diramata dallo Spallanzani.

“Nel campo delle Infezioni Correlate all’Assistenza e dell’Antimicrobico Resistenza il quadro è impegnativo e sicuramente ci sono ampi margini di miglioramento. Come Regione abbiamo implementato le sorveglianze, declinato linee guida, ma i documenti non sono sufficienti, dobbiamo convertirli in azioni. Come fatto con questo percorso formativo”, ha aggiunto Andrea Siddu, dirigente dell’Area Promozione della salute e prevenzione della D.R. Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio.

Nel raccontare il cosiddetto ICA Tour che gli esperti dello Spallanzani hanno svolto nelle 18 aziende sanitarie regionali, Cristina Matranga, Direttore Generale dell’INMI, ha sottolineato come “ogni incontro è stato caratterizzato dalla presenza dei vari direttori generali, segno questo di grande attenzione verso questo tema. Come Spallanzani – ha aggiunto Matranga – giochiamo un ruolo centrale su ICA e AMR. Questo grazie alla nostra elevata expertise nel campo delle malattie infettive e perché il laboratorio di microbiologia di terzo livello è laboratorio di riferimento regionale. Ma anche perché siamo sede del SERESMI, cioè il Servizio Regionale per l’Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle Malattie Infettive, siamo componenti della cabina di regia del PNCAR e capofila di un network collaborativo nazionale, insieme ad altri sei IRCCS, per il contrasto e la prevenzione dell’antimicrobico resistenza”.

“La sorveglianza delle Infezioni Correlate all’Assistenza, così come dell’Antimicrobico Resistenza, è un pilastro di sanità pubblica per misurare il problema e guidare interventi mirati”, ha dichiarato Francesco Vairo, direttore del SERESMI, il Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive. “Dallo studio di prevalenza puntuale condotto nel 2022 (ultimo condotto su scala europea e nazionale, ndr), in Italia la prevalenza è superiore alla media europea (10.2% contro 7.1%) e nel Lazio il dato è superiore anche alla media nazionale con una prevalenza di pazienti dell’11,2%. Si precisa che età e gravità clinica aumentano il rischio di contrarre una simile infezione. Il quadro regionale non sembra roseo ma va detto che abbiamo fatto progressi enormi implementando sorveglianze e questo ci permette di osservare il fenomeno con maggiore precisione”, ha aggiunto Vairo.

Per favorire una visione più ampia e, di conseguenza, più efficace, i lavori hanno previsto un incontro-confronto tra le varie esperienze regionali sul programma di formazione PNRR in materia di ICA. Moderato dal prof. Silvio Brusaferro, la tavola rotonda ha visto l’intervento di Danilo Cereda (Regione Lombardia), Elena Vecchi (Regione Emilia Romagna), Michela Maielli (Regione Toscana), Nehludoff Albano (Regione Puglia).

23 Febbraio 2026

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