Sanità privata accreditata. Cgil, Cisl e Uil Lazio: “Situazione critica, la nostra Regione faccia come la Puglia”

Sanità privata accreditata. Cgil, Cisl e Uil Lazio: “Situazione critica, la nostra Regione faccia come la Puglia”

Sanità privata accreditata. Cgil, Cisl e Uil Lazio: “Situazione critica, la nostra Regione faccia come la Puglia”

I sindacati scrivono ai consiglieri regionali spiegando le ragioni dello sciopero del 17 aprile. E dicono: “La Regione Lazio deve assumersi le sue responsabilità. Non solo facendosi promotrice delle legittime rivendicazioni del personale, ma emulando la Regione Puglia con il collegamento diretto tra l’erogazione di risorse pubbliche e l’applicazione dei CCNL”.

“Contratti fermi da quattordici anni, differenze di retribuzione che toccano i cinquecento euro mensili e dumping salariale: queste sono le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità Privata accreditata nel Lazio”. Lo ribadiscono in una nota Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl del Lazio.

“Nelle ultime ore – spiegano i sindacati – abbiamo deciso di scrivere a tutte le Consigliere e i Consiglieri Regionali del Lazio per denunciare la situazione incresciosa nella quale verte la sanità privata accreditata nella nostra regione. Un sistema che si regge sul lavoro quotidiano di uomini e donne, per troppo tempo lasciato solo e non adeguatamente valorizzato. Gli ultimi rinnovi dei CCNL del settore ospedaliero e di quello sociosanitario risalgono, rispettivamente, a otto e quattrodici anni fa. Salari e condizioni di lavoro ferme al 2012, mentre il mondo andava avanti e l’inflazione aumentava, il potere di acquisto di chi lavora sprofondava. Lavoratrici e lavoratori che non solo vedono diminuire il loro salario reale giorno dopo giorno, ma che vivono nella consapevolezza che a parità di menzione potrebbero prendere fino a cinquecento euro in meno delle loro colleghe e colleghi della sanità pubblica”.

“Serve – continua la nota – un serio cambio di passo, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e di tutto il sistema sanitario regionale. Le imprese della sanità privata erogano un servizio pubblico, a supporto e integrazione del SSN, non possono seguire mere logiche di profitto sulla pelle di chi lavoro e dell’utenza. La Regione Lazio deve assumersi le sue responsabilità e giocare una parte attiva per la tutela e il miglioramento delle condizioni di lavoro e dell’utenza. Questo non solo facendosi promotrice, con noi, delle legittime rivendicazioni del personale, ma emulando la scelta che la Regione Puglia ha compiuto nel 2022: il collegamento diretto tra l’erogazione di risorse pubbliche e l’applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative del settore. Un criterio di giustizia semplice, che eviterebbe dumping salariale e che chiederebbe l’assunzione piena della responsabilità sociale da parte datoriale”.

“Venerdì 17 aprile – chiudono le organizzazioni – le lavoratrici e i lavoratori del settore in tutta Italia saranno in sciopero con presidio presso Piazza Santi Apostoli dalle ore nove. Davanti alla rabbia di 300mila professionisti in tutta Italia, le Istituzioni (di ogni ordine e grado) hanno il dovere di contribuire per mettere fine a questa vergogna”.

15 Aprile 2026

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