“Struttura Sanitaria Sicura”. Sono Camilliane le prime 3 strutture socio sanitarie certificate in Italia

“Struttura Sanitaria Sicura”. Sono Camilliane le prime 3 strutture socio sanitarie certificate in Italia

“Struttura Sanitaria Sicura”. Sono Camilliane le prime 3 strutture socio sanitarie certificate in Italia

Le tre strutture laziali ottengono il riconoscimento che l’Italia ha ideato per certificare le strutture che adottano rigidi standard di prevenzione e controllo delle infezioni. Bellomo: “Profondo orgoglio, che conferma la solidità di un modello organizzativo che unisce la massima sicurezza delle cure alla dignità della persona”.

Le prime strutture sanitarie in Italia ad aver ottenuto la certificazione “Struttura Sanitaria Sicura” sono camilliane e associate all’Aris: si tratta della Casa di Cura Villa Immacolata di San Martino al Cimino, in provincia di Viterbo, della Casa di Cura Salus Infirmorum di Roma e del Centro di Riabilitazione Villaggio Eugenio Litta di Grottaferrata. Un risultato storico che segna una svolta nel panorama sanitario italiano, partendo dal cuore del Lazio. Lo annuncia l’Aris in una nota. Il titolo è stato rilasciato per l’eccellenza nella prevenzione e nel controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA).

Le tre realtà laziali sono le prime in Italia a conseguire questo riconoscimento. Il bollino attesta la conformità ai più elevati standard organizzativi e gestionali in materia di sicurezza delle cure, prevenzione del rischio infettivo e tutela dei pazienti.

“Il percorso di certificazione è stato sviluppato sotto la supervisione scientifica di due tra i più qualificati esperti epidemiologi e infettivologi italiani: il Prof. Giovanni Rezza e il Prof. Massimo Andreoni. La loro firma rende questo schema di certificazione uno dei più autorevoli e severi strumenti di valutazione oggi disponibili per le organizzazioni sanitarie che puntano a livelli avanzati di sicurezza assistenziale e miglioramento continuo”, si legge sulla nota dell’Aris.

L’ottenimento della certificazione è il frutto di un articolato lavoro di squadra che ha coinvolto l’intera comunità professionale delle tre strutture. Direzioni sanitarie e operative, medici, infermieri, terapisti, operatori socio-sanitari, farmacisti, tecnici, personale amministrativo e dei servizi generali hanno collaborato per costruire un sistema integrato e impenetrabile contro i rischi clinici, ponendo la persona assistita al centro di ogni protocollo.

Oggi le infezioni correlate all’assistenza rappresentano una delle sfide globali più complesse per la sanità. “Anticipare questo rischio con protocolli rigidi basati sulle migliori evidenze scientifiche trasforma il primato delle strutture camilliane associate Aris in un modello virtuoso per l’intero Paese”, commenta la nota.

“Essere i primi in Italia a conseguire questa certificazione è motivo di profondo orgoglio», dichiara Michele Bellomo, Direttore Generale della Provincia Romana dei Camilliani. «Questo risultato testimonia il valore del lavoro quotidiano dei nostri professionisti e conferma la solidità di un modello organizzativo che unisce la massima sicurezza delle cure alla dignità della persona, in piena sintonia con i valori di efficienza e solidarietà che condividiamo all’interno del mondo ARIS”.

“La sicurezza non è un traguardo statico”, prosegue Bellomo. “È un percorso permanente che richiede formazione, aggiornamento e capacità di innovare. Questo riconoscimento appartiene a tutti i collaboratori che ogni giorno operano con responsabilità e spirito di servizio”.

Questo traguardo, sottolinea ancora la nota, “si inserisce nel solco della tradizione della Provincia Romana dei Camilliani, storicamente impegnata a coniugare l’eccellenza professionale all’attenzione per i più deboli, secondo il carisma di San Camillo de Lellis. Con la certificazione “Struttura Sanitaria Sicura”, le tre realtà del Lazio e l’Aris riaffermano il proprio ruolo di guida e di avanguardia nel panorama socio-sanitario italiano, dimostrando che la sicurezza non è solo un obbligo formale, ma un valore etico condiviso”.

05 Giugno 2026

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