Aborto e Coronavirus. Perché è giusto incentivare quello farmacologico

Aborto e Coronavirus. Perché è giusto incentivare quello farmacologico

Aborto e Coronavirus. Perché è giusto incentivare quello farmacologico

Gentile Direttore,
questo momento di notevole impegno per il SSN, non deve essere dimenticato un aspetto che può apparire meno importante rispetto al dramma della pandemia da coronavirus che tutti stiamo affrontando e sicuramente lo è ma non va sottovalutato. Molte donne che avevano o hanno deciso di interrompere una gravidanza indesiderata si trovano a dover fare i conti con un’organizzazione sanitaria sconvolta che non ha risparmiato il settore materno-infantile.
 
Infatti molti reparti ospedalieri non sono più in grado di assicurare un’adeguata assistenza alle donne che si trovano in questa condizione e anche il Territorio (rete consultoriale), che in questo senso ha sempre svolto e svolge un ruolo strategico, si trova in una condizione di affanno. Una soluzione per alleggerire la portata della questione e continuare a garantire un diritto inalienabile come quello della libertà di interrompere una gravidanza non voluta e problematica può essere quello di incentivare il ricorso alla IVG farmacologica.
 
Per noi ginecologi territoriali non è questione nuova perché più volte abbiamo sottolineato la necessità di incentivare questa modalità di IVG (che comporta anche un minor costo socio-economico), estendendo la sua applicazione alla rete consultoriale e dilatando la possibilità di ricorrervi alla 9° settimana anziché alla 7°, così com’è ancora. A maggior ragione oggi questo tipo di scelta diventa prioritaria per gravare meno sull’organizzazione materno-infantile ed esporre le donne a minori rischi derivanti dalla necessità di recarsi più volte in ospedale per seguire l’approccio farmacologico o, quando questo non è più possibile, quello chirurgico.
 
Con grande convinzione e soddisfazione dunque abbiamo sottoscritto l’appello e la riflessione resi noti nella giornata di ieri da SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) di cui AGITE è una delle Società costituenti.
 
Oggi semplicemente ribadiamo la nostra convinta adesione a quell’appello che speriamo venga accolto e che dimostra come ancora una volta la Ginecologia italiana proceda compatta anche in ordine a temi delicati e complessi come quello in oggetto.
 
Sandro M. Viglino
Presidente AGITE – Vice Presidente SIGO
 

09 Aprile 2020

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