Aggressioni ai medici. La serenità persa per salvaguardare la propria vita invece che quella dei pazienti

Aggressioni ai medici. La serenità persa per salvaguardare la propria vita invece che quella dei pazienti

Aggressioni ai medici. La serenità persa per salvaguardare la propria vita invece che quella dei pazienti

Gentile direttore,
il 2 Agosto si è verificata un’aggressione multipla a carico di medici, infermieri e personale sanitario, nella U.O.C. di Anestesia e Rianimazione del P.O. S. Giovanni di Dio di Crotone: questo ennesimo episodio dimostra che la violenza verso gli operatori della sanità, inizia a oltrepassare i limiti delle attività mediche, normalmente più esposte ad aggressioni, come l’emergenza territoriale o il pronto soccorso e penetra nei presidi ospedalieri.
 
Sta diventando quasi di routine leggere notizie di aggressioni ai sanitari e si corre il serio pericolo che tali notizie siano metabolizzate dalla pubblica opinione e perdano la loro funzione di campanelli di allarme di un problema la cui soluzione non può più essere rimandata.
 
Ogni giorno e ogni notte i medici entrano in ospedale, aggiungendo alla fisiologica concentrazione per curare e salvare la vita ai propri simili, la paura di non riuscire a salvaguardare la propria esistenza. Un professionista sanitario nella propria cassetta degli attrezzi deve tenere uno strumento irrinunciabile che è la serenità per prendere decisioni, compiere manovre delicate, eseguire un intervento chirurgico e comunicare a volte buone notizie a volte cattive notizie. I dispositivi di sicurezza messi in campo (dalla vigilanza nei pronto soccorsi alla centralizzazione delle sedi di guardia medica) sono utili ma occorre un impegno totale che abbracci le istituzioni e articoli la propria azione con una campagna di comunicazione ministeriale verso tutta la popolazione. Un'azione promuovente il concetto che un pronto soccorso, una rianimazione e gli altri reparti ospedalieri non sono un santuario della vita eterna.
 
La malattia procede e sopraggiunge senza che tali eventi siano alimentati da colpe o mancanze degli operatori sanitari ma per una naturale evoluzione della vita. La serenità di svolgere la propria professione al meglio non deve essere un accessorio, ma deve essere garantita e ciò a guardare bene non vale solo per la medicina.
 
 
Bruno Nicora
Anaao Assomed Lombardia

07 Agosto 2018

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