AI Act e Sanità: cosa cambia dal 2 agosto 2025 e come prepararsi

AI Act e Sanità: cosa cambia dal 2 agosto 2025 e come prepararsi

AI Act e Sanità: cosa cambia dal 2 agosto 2025 e come prepararsi

Gentile Direttore,
il 2 agosto 2025 rappresenta una data spartiacque per il settore sanitario europeo. In quel giorno entreranno in vigore nuove disposizioni del Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, che mirano a garantire un uso sicuro, etico e trasparente dell’intelligenza artificiale. Per ospedali, cliniche, case di cura, aziende farmaceutiche e fornitori di tecnologie mediche sarà fondamentale essere pronti ad affrontare un quadro di obblighi stringenti, soprattutto per quanto riguarda l’uso di sistemi di AI ad alto rischio e di modelli di AI generativa di uso generale (GPAI).

Il presente approfondimento illustra in dettaglio:

  • Gli obblighi che scattano dal 2 agosto 2025 per il settore sanitario
  • Le azioni concrete da avviare per arrivare preparati
  • I rischi e le sanzioni in caso di non conformità
  • Alcune riflessioni conclusive sulle sfide e le opportunità per la sanità
  1. AI Act: quadro normativo e tempistiche

L’AI Act è entrato in vigore il 1° agosto 2024, ma prevede un’applicazione graduale. Le principali tappe sono:

  • 2 febbraio 2025: divengono applicabili i divieti per i sistemi di IA ad “alto rischio inaccettabile” (ad esempio manipolazione comportamentale dannosa, social scoring pubblico), oltre all’obbligo di alfabetizzazione AI del personale;
  • 2 agosto 2025: scattano obblighi specifici per i modelli di IA generativa di uso generale (GPAI) e gli Stati membri devono aver nominato le autorità competenti.
  • 2 agosto 2026: si applicano obblighi completi per la maggior parte dei sistemi di AI classificati come “ad alto rischio” (inclusi molti sistemi utilizzati in ambito sanitario).
  • 2 agosto 2027: trovano piena applicazione anche le disposizioni AI dedicate ai dispositivi medici AI , che rientrano in normative di conformità di prodotto.

Il settore sanitario è quindi al centro di questa rivoluzione normativa.

  1. Perché la sanità è direttamente coinvolta

Secondo l’Allegato III dell’AI Act, sono classificati come sistemi ad alto rischio quelli impiegati in contesti sanitari, tra cui:

  • Sistemi di supporto decisionale clinico.
  • Algoritmi di diagnostica assistita.
  • Sistemi di monitoraggio dei pazienti.
  • Software che influiscono su trattamenti terapeutici o chirurgici.

Oltre a questi, l’uso di modelli GPAI (per esempio chatbot sanitari generici, strumenti di analisi di testi o immagini a uso generale) è anch’esso regolamentato a far tempo dal 2 agosto 2025.

  1. Gli obblighi in vigore dal 2 agosto 2025

3.1 Obblighi per i modelli GPAI

Dal 2 agosto 2025, chi utilizza o fornisce modelli GPAI, anche in ambito sanitario, dovrà:

  • Predisporre documentazione tecnica: specificando descrizione dell’architettura, dati di training, prestazioni, limiti e rischi.
  • Pubblicare una sintesi dettagliata dei dati di training per garantire trasparenza e rispetto del diritto d’autore.
  • Adottare policy di gestione del copyright.
  • Per i GPAI con “rischi sistemici”: attuare testing di robustezza e sicurezza, valutazioni periodiche, reporting incidenti e misure di cybersecurity.

3.2 Designazione delle autorità nazionali

Entro il 2 agosto 2025, ogni Stato membro deve nominare le autorità competenti per la sorveglianza del mercato e per l’applicazione dell’AI Act. Saranno questi organismi a ricevere notifiche, segnalazioni e a gestire eventuali controlli.

  1. Le azioni concrete da intraprendere oggi

Le organizzazioni del settore sanitario devono quindi avviare una serie di azioni, tra cui:

4.1 Mappatura dei sistemi AI

  • Identificare tutti i sistemi di AI già utilizzati o in fase di sviluppo.
  • Classificarli tra GPAI e sistemi ad alto rischio.

4.2 Documentazione tecnica

  • Redigere la documentazione tecnica richiesta dall’art. 53 per i modelli GPAI.
  • Aggiornare le istruzioni per l’uso (IFU) per i sistemi clinici.

4.3 Risk management

  • Implementare un sistema di gestione dei rischi (art. 9): valutazione continua, monitoraggio bias, sicurezza.

4.4 Supervisione umana

  • Garantire la possibilità di intervento umano (art. 26): i professionisti devono poter interrompere o correggere il funzionamento di un sistema AI.

4.5 Procedure di segnalazione

  • Creare processi per la notifica immediata di incidenti gravi all’autorità nazionale.

4.6 Trasparenza sui dati

  • Preparare la sintesi dei dataset di training per i GPAI.

4.7 Code of Practice

  • Valutare l’adesione al Codice di condotta per i GPAI, pubblicato dalla Commissione il 10 luglio 2025: il Codice è concepito come strumento complementare al Regolamento, in particolare agli articoli 53 e 55, che regolano l’obbligo di documentazione tecnica e di valutazione del rischio per i fornitori di GPAI. Il Codice potrebbe essere formalmente approvato dalla Commissione entro agosto 2025, è volontario ma fornisce una presunzione di conformità.

4.8 Formazione interna

  • Completare la formazione di tutto il personale sull’uso corretto e responsabile dell’AI (che dovrebbe essere già stata avviata al 2 febbraio 2025).
  1. Rischi e sanzioni

La mancata conformità può comportare:

  • Sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale.
  • Blocchi all’uso dei sistemi AI.
  • Danni reputazionali e legali.

Conclusioni

Il 2 agosto 2025 non è solo una scadenza normativa: per il settore sanitario segna l’inizio di una fase in cui la tecnologia e la cura si incontrano sotto un quadro di regole più chiare. Prepararsi (e ciò in vista anche delle attese novità legislative nazionali che potranno aggiungere ulteriori dettagli a quanto sopra) significa tutelare la sicurezza dei pazienti, aumentare la qualità delle diagnosi e dei trattamenti e creare fiducia tra cittadini e istituzioni sanitarie.

Le organizzazioni sanitarie che avviano ora percorsi di compliance, investendo nella governance dell’AI e nella formazione del personale, saranno le prime a trasformare l’adempimento in innovazione responsabile. In un ambito così delicato come la salute, la conformità non è solo un obbligo: è una condizione per erogare cure sicure, efficaci e trasparenti, e per rafforzare il rapporto di fiducia con i pazienti.

Nadia Martini
Head of Data protection, Cybersecurity & Innovation – Rödl & Partner

30 Luglio 2025

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