Al Parlamento Ue cinque petizioni sul precariato nella PA italiana

Al Parlamento Ue cinque petizioni sul precariato nella PA italiana

Al Parlamento Ue cinque petizioni sul precariato nella PA italiana

Gentile Direttore,
con estrema soddisfazione sono qui ad informarLa che il 22 marzo sarò a Bruxelles alla Commissione petizioni del Parlamento europeo per discutere in udienza pubblica e in diretta streaming, alla presenza anche della Commissione europea e del Governo italiano, la mia petizione sul precariato pubblico, presentata nel 2015 e aggiornata lo scorso anno, dove si denunciano le violazioni dello Stato italiano in materia di contratti a termine e come, anche dopo l’intervento della Corte di Cassazione a sezioni unite, in caso di utilizzo abusivo dei contratti a termine, la Pubblica amministrazione non viene sanzionata con una misura effettiva ed equivalente così come richiesto dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea.
 
Il 22 marzo in Commissione petizioni si discuterà quasi esclusivamente di precariato e contratti a termine, in quanto si discuterà non solo del caso italiano, ma anche di quello spagnolo e portoghese.
 
Oltre alla mia petizione che presenterò personalmente, saranno trattate anche altre quattro petizioni sul precariato pubblico nel settore sanitario, che saranno però dissertate dall’ Avvocato Vincenzo De Michele del foro di Foggia e dall’Avvocato Sergio Galleano del foro di Milano.
 
Proprio in questi giorni stiamo cercando di coordinare gli interventi data la ristrettezza dei minuti a nostra disposizioni per la esposizione dei fatti.
Alla presenza della Commissione europea e dei Parlamentari europei denunceremo congiuntamente la gravissima situazione in cui versano i precari della Pubblica amministrazione e le gravissime violazioni della direttiva 70/1999 poste in essere dallo Stato italiano.
 
Metteremo in evidenza di come anche la prossima riforma della Pubblica amministrazione che lo Stato italiano sta per adottare, e di cui si conosce il testo, non è in grado di risolvere il problema definitivamente, in quanto non individua una sanzione adeguata in caso di illegittima precarizzazione.
 
Qualche giorno fa è stata anche pubblicata sul sito della Corte costituzionale l’ordinanza del Tribunale di Foggia (Reg. ord. n. 32 del 2017), che sarà poi a sua volta pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Corte costituzionale il 15/03/2017. Si resta quindi, solo in attesa della fissazione dell’udienza.
Entro la fine di marzo attendiamo anche le osservazioni scritte della Commissione europea nella causa C-494/16 pendente in Corte di giustizia, che ci consentirà di conoscere la posizione della Commissione nei confronti dei quesiti posti dal Tribunale di Trapani con il rinvio pregiudiziale del 05/09/2016.
 
C’è un grande fermento in queste settimane sull’annoso e spinoso problema del precariato, per questo chiederemo al Parlamento europeo di mettere in campo ogni azione utile a consentire il superamento del precariato e ad obbligare lo Stato italiano al rispetto della direttiva 70/1999/ce anche in merito alla individuazione della sanzione per come interpretata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia.
 
Pierpaolo Volpe
Master in infermieristica forense

Pierpaolo Volpe

10 Marzo 2017

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