Ammettiamo la sconfitta

Ammettiamo la sconfitta

Ammettiamo la sconfitta

Gentile Direttore,
è inevitabile che la propaganda metta in scena gli argomenti di pancia. Funziona sempre, soprattutto con quelli che non hanno voglia di pensare o non hanno tempo. E sono tanti, più di quanto i sondaggi indicano come “indecisi”. Il disco più gettonato è quello della Sanità Pubblica, argomento battuto da ogni partito, in realtà, argomento dallo spessore a tre veli della carta igienica, di cui ci si accorge solo al momento del bisogno. Questa caratteristica tutta italiana di invocare il salvagente solo quando si è con l’acqua alla gola, è una fonte inesauribile di ipocrisia a tutti i livelli: politico, mediatico e sociale. 

Fanno notizia il caso del pensionato in attesa da un anno per una visita cardiologica, o il trambusto dei pronto soccorso talmente in affanno da trascurare pazienti veramente critici, fanno notizia i medici di base, latitanti e iperpagati secondo la stampa nazionale. Ma quando lo scopo di una notizia e di tanta stampa è fare clamore, sensazionalismo e perciò vendita e mai denunciare un disservizio fino alla sua soluzione, siamo nel campo dell’ipocrisia più becera. 

In realtà, del servizio pubblico non cale a nessuno, nemmeno agli operatori addetti ai lavori. Anzi, diciamo pure con crudo pragmatismo che il disservizio pubblico è un grosso affare per la sanità privata, e la più grande offesa all’etica medica e umana, è sentirsi rispondere dall’operatore delle prenotazioni che in regime istituzionale ci vorranno sei mesi ma in libera professione anche domani mattina. E, purtroppo, il medico privato, molte volte è lo stesso che lavora in un ospedale pubblico. Che differenza c’è con il pizzo? Si ottiene, pagando. 

Tutti i santoni dell’intelligenza italiana che si strappano i capelli in diretta per una Sanità Pubblica, equa, sociale solidale e per tutti, sono gli stessi che non conoscono nemmeno il proprio medico di base. Vanno direttamente in Clinica. Privata, ovviamente. Se ipocritamente ogni ente, istituzione, giornale, politico, star del cinema, o della virologia televisiva, tira per la giacchetta un servizio sanitario nazionale per il proprio tornaconto, senza aver capito l’articolo 32 della Costituzione Italiana, come diritto-dovere morale, allora la battaglia è persa. 

Dichiariamo la nostra sconfitta: per soldi, superficialità, cialtroneria, abbiamo buttano nel cesso un servizio che ci identificava come nazione civile, nella migliore tradizione liberale e democratica. Da cultori della migliore tradizione liberale-umanista, siamo diventati solo mercenari al servizio di un lusso per pochi. Aristocrazia del nulla, del superfluo e a differenza dell’aristocrazia federiciana, anche incredibilmente ignoranti, con Wilkipedia in tasca.

Siamo anche patetici al grido di salviamo la foca monaca, perché tale è l’interesse per una sanità pubblica che sopravvive con le pezze al sedere solo per chi le pezze al sedere ce le ha veramente.

A tutti quelli che dal proprio attico residenziale osservano in distanza la pubblica umanità della strada e si battono solo in vetrina per una giustizia sociale, al caldo dei propri comodi, auguro una fragorosa enterite, di domenica, con le cliniche private chiuse e con un solo povero e disfatto collega di guardia medica, attivo per 50.000 persone. 

Enzo Bozza
Medico di base a Vodo e Borca di Cadore

Enzo Bozza

06 Settembre 2022

© Riproduzione riservata

Perché bisognerebbe ritirare il disegno di legge per il riordino del Ssn
Perché bisognerebbe ritirare il disegno di legge per il riordino del Ssn

Gentile Direttore, si stanno accumulando prese di posizioni autorevoli contro il disegno di legge delega per il riordino del SSN. Solo ieri Qs ne ha riportate due, quella della Commissione...

L’obbiettivo prioritario dei servizi residenziali di lunga degenza e di vita
L’obbiettivo prioritario dei servizi residenziali di lunga degenza e di vita

Gentile Direttore, In Italia, la sanificazione degli ambienti dedicati alla cura e all’assistenza, come ospedali, RSA e RSD, ma anche altre strutture della rete delle unità d’offerta sociosanitaria come comunità...

Un ricordo di Vincenzo Manigrasso, figura lungimirante e coraggiosa della fisioterapia nazionale
Un ricordo di Vincenzo Manigrasso, figura lungimirante e coraggiosa della fisioterapia nazionale

Gentile Direttore, Venerdì 10 Aprile, dopo un lungo e duro combattimento, a causa di una irreversibile malattia, si è prematuramente spento il dr. Vincenzo Manigrasso, Presidente dell’Ordine della professione sanitaria...

Salute mentale, nella valutazione dei servizi il grande assente è il punto di vista dei pazienti
Salute mentale, nella valutazione dei servizi il grande assente è il punto di vista dei pazienti

Gentile Direttore, prassi ormai comune, dopo qualunque acquisto online o dopo il tagliando della macchina, ricevere un breve questionario che chiede come ci è trovati, e se si consiglierebbe il...