Bene il Ministro sulla razionalizzazione della rete ospedaliera, ma si ricordi che molto dipende dal suo Ministero

Bene il Ministro sulla razionalizzazione della rete ospedaliera, ma si ricordi che molto dipende dal suo Ministero

Bene il Ministro sulla razionalizzazione della rete ospedaliera, ma si ricordi che molto dipende dal suo Ministero

Gentile Direttore,
ho molto apprezzato ieri il contenuto delle affermazioni del Ministro Schillaci, riportate qui su QS, che rispondendo a una interrogazione nel question time al Senato ha indicato tra le linee direttrici fondamentali dell’azione del Governo sulla sanità quella di “razionalizzare la rete ospedaliera, puntare sulla sanità territoriale e sviluppare le case di comunità previste dal PNRR”. Questa affermazione è tutt’altro che scontata, perché al tema della razionalizzazione della rete ospedaliera si dedica colpevolmente poco spazio nei vari interventi su cause e rimedi della crisi del Ssn. Si tratta di una affermazione che dovrebbe però tradursi in azioni immediate anche perché già tardive.

Nella stragrande maggioranza delle Regioni le reti ospedaliere continuano ad essere infatti frammentate a causa non tanto e non solo della “sopravvivenza” di alcuni dei piccoli ospedali di cui l’Italia e le aree interne sono piene, quanto del mantenimento di strutture ospedaliere per acuti con un DEA di primo livello molto ravvicinate tra loro. Queste duplicazioni comportano una inutile dispersione di risorse con un sottoutilizzo dei blocchi operatori e delle piastre dei servizi e un abbassamento dei livelli di qualità in termini di sicurezza ed efficacia. Come implicito nella affermazione del Ministro, il sovradimensionamento e la frammentazione delle reti ospedaliere si traducono in una sofferenza della sanità territoriale di cui è continua testimonianza il ritardo nella operatività di Case della Comunità e Ospedali di Comunità nella quasi totalità delle Regioni.

Ma la razionalizzazione della rete ospedaliera nelle Regioni va “forzata” dal livello centrale perché a livello regionale la deriva della politica è ancora sbilanciata verso un investimento forte sugli ospedali in controtendenza con la affermazione del Ministro e in difformità delle indicazioni del DM 70 che già da 10 anni fornisce i riferimenti per una razionalizzazione delle reti ospedaliere regionali. Una razionalizzazione non all’insegna dei paventati “tagli lineari”, ma della distribuzione delle strutture e delle discipline in base ai volumi di attività e ai bacini di utenza. Ma a livello regionale la politica continua spesso a cercare il consenso mantenendo e anzi potenziando le reti ospedaliere, perché ancora nei cittadini è forte la spinta a vedere nell’ospedale la struttura sanitaria di riferimento.

Il Ministro può fare molto di più che semplici raccomandazioni in tema di razionalizzazione delle reti ospedaliere disponendo di due armi fondamentali che, almeno guardando dalle Marche, sembra riluttante a utilizzare: il monitoraggio ed eventualmente la correzione dell’applicazione del DM 70 e la verifica della coerenza dei programmi di edilizia ospedaliera delle Regioni con lo stesso Decreto. Se il Ministero abdica a questo suo ruolo di indirizzo e controllo la affermazione del Ministro che qui sto commentando rimarrebbe una delle solite frasi gergali di cui il dibattito sulla sanità è pieno.

Aggiungo poi che se non si bloccano subito i programmi di edilizia ospedaliera incoerenti con il DM 70 i danni al sistema saranno permanenti perché essi impiegano anni a essere completati e i cittadini non rinunceranno mai alla promessa di un nuovo ospedale o di una ristrutturazione del loro vecchio ospedale. Il caso della Regione Marche con il suo programma di edilizia sanitaria che prevede 14 ospedali per acuti con DEA rispetto ai 10 da DM 70 è esemplare.

Per concludere una ulteriore annotazione. Il DM 70 è da anni in attesa di una revisione che, anche alla luce della carenza di specialisti nell’area dell’emergenza-urgenza, non potrà che portare a un Decreto ancor più “restrittivo”. Quindi la razionalizzazione che il Ministro dovrebbe non solo auspicare, ma “imporre”, può tranquillamente basarsi sul DM 70, la cui mancata applicazione troverebbe, come già avviene oggi, Ministro e Ministero inadempienti.

Claudio Maria Maffei

26 Settembre 2025

© Riproduzione riservata

Stratificazione del rischio di popolazione e mappatura degli asset delle comunità
Stratificazione del rischio di popolazione e mappatura degli asset delle comunità

Gentile Direttore, L’incipit del PNRR Misura 6 era costituito da un ruolo nuovo dei Distretti sociosanitari e dalla stratificazione dei bisogni delle popolazioni per profili di rischio. Lo sviluppo delle...

Casa, RSA e anziani fragili: una “non alternativa” che non aiuta il Paese
Casa, RSA e anziani fragili: una “non alternativa” che non aiuta il Paese

Gentile Direttore,un tema di dibattito molto attuale richiama un principio che merita attenzione: gli anziani devono poter restare il più possibile nella propria casa, nel proprio ambiente di vita, dentro...

La infrastruttura costituzionale del welfare: la funzione dei Livelli Essenziali di Comunità
La infrastruttura costituzionale del welfare: la funzione dei Livelli Essenziali di Comunità

Gentile Direttore, la discussione sui Livelli Essenziali di Comunità (LEC) non riguarda soltanto l'introduzione di una nuova categoria di prestazioni sociali. Essa apre una riflessione ben più ampia sul modo...

Bene Piano triennale fabbisogno personale in Umbria. Ma serve il Piano Socio-Sanitario
Bene Piano triennale fabbisogno personale in Umbria. Ma serve il Piano Socio-Sanitario

Gentile direttore,è positiva l’approvazione da parte della Giunta regionale, dei Piani triennali del fabbisogno del personale delle Aziende sanitarie, e la scelta di collocare il tetto di spesa al massimo...