Bottega (Nursind): “D’accordo con Cimo su area contrattuale”

Bottega (Nursind): “D’accordo con Cimo su area contrattuale”

Bottega (Nursind): “D’accordo con Cimo su area contrattuale”

Gentile direttore,
desidero riprendere la proposta del dott. Guido Quici perché la ritengo interessante e condivisibile anche se può sembrare fuori tempo massimo. Mi riferisco alla proposta di istituzione presso il Ministero della Salute di un’area contrattuale delle professioni sanitarie sia della dirigenza che del comparto.
 
Effettivamente i temi e i problemi che abbiamo trattato in questi anni di blocco contrattuale (il rapporto tra le professioni, il precariato, le dotazioni organiche, il problema della responsabilità e delle assicurazioni, l’attuazione del Patto per la Salute, il tavolo sulla professione infermieristica con le proposte per la gestione delle cronicità, l’organizzazione degli ospedali per intensità di cure,…) sono collegati con l’organizzazione del lavoro e quindi con i contratti di lavoro che disciplinano le remunerazioni delle carriere e l’impatto delle condizioni di lavoro e, nello stesso tempo, descrivono con le declaratorie le mansioni richieste.

L’esperienza della riforma Brunetta applicata alla sanità ha mostrato chiaramente i limiti di una mera trasposizione dell’impianto organizzativo “modello ministero” all’interno del sistema salute: una burocratizzazione dei servizi e delle professionalità che ha demotivato e oggettivizzato l’agire clinico-assistenziale. Se poi utilizziamo il combinato disposto delle norme finanziarie, dei decreti appropriatezza e Balduzzi, allora la dominanza economica e contabile ci avvicina più agli attuari che a erogatori di salute.

In un sistema come quello sanitario la complessità e l’integrazione dei servizi vanno considerati quali elementi di analisi e valutazione unitarie per garantire una risposta coordinata ai cittadini. Medicina territoriale, farmacie, ospedali, professionisti sanitari del comparto e dirigenti sanitari sono attori di un sistema che non può essere parcellizzato in monadi indipendenti. In sanità il lavoro d’equipe rappresenta la principale forma di lavoro e la condivisione del metodo di lavoro e dei disagi legati alle condizioni di lavoro non può valere per una categoria e non per l’altra. I problemi di dotazioni organiche e orario di lavoro con le relative flessibilità (part time, pronta disponibilità, turni, …) sono comuni e peculiari nell’ambito sanitario come anche l’obbligo di formazione, di assicurazione e di iscrizione all’albo professionale.

Una discussione di questi temi presso il ministero della salute in un apposito livello di contrattazione può certamente essere d’aiuto nell’armonizzare i contratti e nell’evitare contenziosi di principio che blocchino l’organizzazione dei servizi.

Se ciò sarà possibile, penso sia molto difficile stante il quadro normativo in definizione ma un segnale di cambiamento appare sempre più necessario. 
 
Andrea Bottega
Segretario nazionale Nursind

Andrea Bottega

02 Maggio 2017

© Riproduzione riservata

Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi
Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi

Gentile Direttore,nella sanità pubblica italiana siamo abituati a misurare i costi di ciò che facciamo. Abbiamo indicatori per i ricoveri, per le prestazioni specialistiche, per i farmaci. Siamo diventati meticolosi...

Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità
Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità

Gentile Direttore, In Emilia-Romagna le Case della Comunità rappresentano uno dei cardini della riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria territoriale, evoluzione delle precedenti Case della Salute. Si configurano come punti di...

Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN
Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN

Gentile Direttore, l’inserimento delle prestazioni di nutrizione clinica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un tema ormai non più procrastinabile per il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni si...

Chi ha paura dell’AI?
Chi ha paura dell’AI?

Gentile direttore,per chi scrive di sanità, e in particolar modo di infermieristica, sta diventando sempre più rischioso usare con disinvoltura la sigla AI - comunemente associata al mondo dell’Intelligenza artificiale...