Calabria. Quel pasticcio sul nuovo Servizio delle professioni sanitarie

Calabria. Quel pasticcio sul nuovo Servizio delle professioni sanitarie

Calabria. Quel pasticcio sul nuovo Servizio delle professioni sanitarie

Gentile Direttore,
ancora una volta registriamo, come Comitato Infermieri Dirigenti Nazionale la negazione di un diritto ai cittadini e ai Professionisti Sanitari, ad avere un Sistema Sanitario Regionale capace di rispondere ai loro bisogni e non ad altri obiettivi anche se motivati da scarsità di risorse e dalle difficoltà di raggiungere risultati economicamente sostenibili.
 
E’ il caso della istituzione e della sua immediata disattivazione, del Servizio (e non Direziome come in altre Regioni dell’Italia) delle Professioni Sanitarie Infermieristiche, Ostetriche, Riabilitative, Tecnico Sanitarie, Tecniche della Prevenzione e delle Professioni Sociali nella Regione Calabria.
 
Normato con la Legge Regionale n° 11 del 20 aprile 2016 con cui, il Servizio delle Professioni Sanitarie (SPS), viene attivato in tutte le aziende ospedaliere, territoriali e nei servizi sanitari della regione, ha visto la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge, con la motivazione che tale norma interferisce con le funzioni del Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario nonostante che, nella norma stessa, vi sia espresso che non vi saranno oneri maggiori per la finanza regionale.
 
Lasciando ogni sterile commento e strumentalizzazione legato al disaccordo interno alla regione, che ha visto contrapposta alla stessa Regione, la consulta delle Professioni Sanitarie della Calabria, si nota, da parte del Governo e dei responsabili regionali, una allarmante superficialità nell’affrontare la situazione, che vede azioni promosse per le persone e i loro interessi invece che per l’organizzazione di un sistema che, come dimostrato in altre regioni, ha dato e sta dando notevole supporto alla risoluzione dei problemi.
 
Non vogliamo neanche ipotizzare che il Governo, per opporsi alla modifica dell’art. 20, comma 3, della Legge Regionale n.29 del 7 agosto 2002, abbia deciso di bloccare un intero processo di sviluppo organizzativo che aspettava 16 anni di essere attivato.
 
Il CID Nazionale, di concerto con il Coordinamento CID Calabria, pertanto esprime rammarico e delusione per questo atto governativo e auspica l’immediata rivalutazione, quindi l’attivazione del S.P.S. anche attraverso la condivisione del problema con il Presidente Oliverio, che con l’emanazione della norma, aveva dimostrato un interesse sostanziale al cambiamento e allo sviluppo delle professioni sanitarie.
 
Nicola Barbato
Presidente Comitato infermieri dirigenti (Cid)

13 Giugno 2016

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