Carenza di infermieri, la Lombardia segua l’esempio del Veneto 

Carenza di infermieri, la Lombardia segua l’esempio del Veneto 

Carenza di infermieri, la Lombardia segua l’esempio del Veneto 

Gentile Direttore,
in un momento in cui la carenza di personale infermieristico sta mettendo in crisi interi reparti ospedalieri, il Veneto ha avuto il coraggio di compiere una scelta politica chiara e immediatamente operativa: un contributo straordinario di 3.000 euro per ogni nuovo iscritto ai corsi di laurea in Infermieristica. Una misura semplice, concreta, non rivoluzionaria ma decisiva, perché agisce proprio là dove il sistema si sta svuotando: nelle aule universitarie.

Si tratta di un esempio che la Lombardia non può permettersi di ignorare. Perché se è vero che il problema è nazionale, è altrettanto vero che Milano ne rappresenta l’epicentro. Qui il costo della vita è incompatibile con gli stipendi degli infermieri: 1.000 euro al mese per un bilocale, oltre 400 euro l’anno per un abbonamento ai mezzi pubblici, salari fermi da anni. In queste condizioni, è comprensibile – e drammatico – che oltre 320 infermieri si siano dimessi nei primi cinque mesi del 2025 nella sola Area Metropolitana di Milano, mentre il fabbisogno regionale supera le 12.000 unità.

Continuare a convocare tavoli tecnici o a rinviare le decisioni rischia di diventare un alibi. Occorrono interventi urgenti e misurabili: agevolazioni fiscali, trasporti gratuiti, politiche abitative, riconoscimenti economici per chi lavora nel servizio pubblico. Il Veneto ha tracciato una via. La Lombardia, se vuole continuare a parlare di “eccellenza sanitaria”, deve seguirla.

Mauro Nobile
Segretario FIALS – Area Metropolitana di Milano

07 Luglio 2025

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