Carlo De Santi e la radiologia fatta di rapporti rispettosi tra professionisti che non c’è più

Carlo De Santi e la radiologia fatta di rapporti rispettosi tra professionisti che non c’è più

Carlo De Santi e la radiologia fatta di rapporti rispettosi tra professionisti che non c’è più

Gentile direttore,
è deceduto nei giorni scorsi l'ex primario della radiologia dell'ospedale di Lucca. Carlo De Santi, 71 anni, mi piace ricordarlo così, associando il suo nome a un servizio di un ospedale; tralasciando volutamente la dizione di azienda sanitaria per un motivo ben preciso: perché De Santi è stato prima di tutto un uomo che ha letteralmente vissuto dentro il perimetro dell'ospedale, per scelta ma anche per la valenza che egli dava all'impegno dell'uomo-medico. De Santi faceva parte di quella schiera di radiologi che venivano dalla radiologia dei primordi. Una radiologia importante perché dirimeva nell'epoca di una tecnologia certo non sofisticata come quella attuale.
 
E nella radiologia dei primordi vi era anche la radiologia umana, fatta da rapporti rispettosi, ad esempio con i Tecnici di radiologia medica. De Santi non considerava un ostacolo la progressione formativa dei Tsrm perché ben sapeva che ciò avrebbe portato ad armonizzare la qualità: l'affidabilità delle prestazioni ma anche e soprattutto il rapporto con il paziente. È stato un primario mai sordo, seppure assorbito da mille problemi, cosicché traspariva il suo impegno a volte giustamente finalizzato alla gratificazione.
 
Sicuramente è stato un primario presente che incarnava la locuzione latina di intramoenia, perché all'interno di quei muri egli c'era. Non si nascondeva né scappava di fronte alle difficoltà, era appunto il primario e perciò riferimento. La sua scomparsa rattrista perché è venuto meno un uomo, certo, ma anche perché ci ha abbandonato un pezzo di storia della radiologia di un tempo.
 
Che a me piace ancora soprattutto per quel ricordo fatto di rapporti tra uomini che a viso aperto parlavano, discutevano, si confrontavano e scontravano. Oggi, a me pare che prevalgano altre posizioni, altre logiche e che l'uomo stenti a riconoscere l'uomo che ha accanto.


 


Maurizio Guccione
Tsrm Lucca

16 Settembre 2016

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