Ccnl, per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie sono 21 anni di penalizzazioni  

Ccnl, per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie sono 21 anni di penalizzazioni  

Ccnl, per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie sono 21 anni di penalizzazioni  

Gentile Direttore,
si è concluso un rinnovo contrattuale con una rapidità senza precedenti, con aumenti contrattuali fortemente al di sotto degli indicatori di svalutazione e di perdita del valore economico, senza i riconoscimenti per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie riguardanti l’indennità di esclusività (unica Dirigenza Sanitaria esclusa da tale provvedimento) e senza gli adeguamenti dell’indennità di specificità sanitaria, nonostante i posizionamenti anche dell’intersindacale e di altre associazioni sindacali, riportate anche dal Giornale da Lei diretto.

In particolare il rinnovo del CCNL non prevede:

  1. il riconoscimento dell’Indennità di esclusività per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie

I CCNL dell’Area della Dirigenza SPTA (allora unificate) hanno previsto l’indennità di esclusività nell’anno 2000 (CCNL 8/6/2000 – quadriennio 1998-2001), successivamente alla pubblicazione della l. 251/2000.

Il primo riconoscimento del CCNL della dirigenza delle professioni sanitarie è avvenuto nel 2004 (21 anni fa !), senza il riconoscimento dell’indennità di esclusività, nonostante l’atto di indirizzo all’ARAN che dava incarico alle parti negoziali l’opportuna collocazione e considerazione della Dirigenza delle Professioni Sanitarie, e nonostante il posizionamento ARAN (definizione del 31 dicembre 2022 – ID 30450) che ha riconosciuto anche alla Dirigenza delle Professioni Sanitarie la partecipazione alle quote del Fondo di Perequazione (riservate appunto ai Dirigenti che non svolgono attività libero-professionali). Tale posizionamento evidenzia – da solo – la condizione di “esclusività” in cui opera la Dirigenza delle Professioni Sanitarie e non si comprende il perché del mancato riconoscimento economico (ribadendo il fatto che si tratta dell’unica dirigenza sanitaria rimasta esclusa da tale beneficio).

  1. L’adeguamento dell’indennità di specificità sanitaria

A dire il vero in questo caso un forte aumento c’è stato: – il differenziale tra l’indennità di specificità medica e l’indennità di specificità sanitaria, passato da 7.780,23 € a 11.588 €.

Vale la pena di ricordare gli approfondimenti realizzati da altre Discipline (Sociologia del lavoro / Psicologia del lavoro) che hanno evidenziato che ogni professione ha caratterizzazioni e specificità proprie e che il concetto

della “multi-professionalità” (lavorare insieme) è superato dal concetto della “inter-professionalità e dalla inter-dipendenza nel compito” (attività ed azioni sequenziali, in entrambi i sensi, connesse e interdipendenti) … e pertanto non si comprendono tali differenziazioni.

Al riguardo può essere utile richiamare le differenziazioni presenti nell’Area del Comparto tra “indennità infermieristica” e “indennità di tutela del malato” (riguardanti le altre professioni ma non gli infermieri … come se gli stessi si occupassero di altro!) con un differenziale minimo.

Nel caso specifico l’incremento dell’indennità di specificità medica è passato da 9.162,22€ a 13.202€ (+4.040€) e l’incremento dell’indennità di specificità sanitaria è passato da 1.381€ a 1614€ (+233€).

I mancati riconoscimenti per la Dirigenza delle Professioni Sanitarie dell’indennità di esclusività e l’adeguamento dell’indennità di specificità sanitaria (con un differenziale di 11.588€) appaiono come qualcosa di vergognoso che calpestano nuovamente la dignità personale e professionale della Dirigenza delle professioni sanitarie che, sicuramente più di altri, operano in una logica “di sistema” e “per il sistema”. E vale la pena di ricordare anche altri illustri professionisti (farmacisti, psicologi, biologi,…) colpiti anche loro dal differenziale richiamato.

È comprensibile che un rinnovo contrattuale parte con una definizione “a monte” del quantum economico a disposizione. Quello che non è comprensibile è la totale disattenzione da parte del livello Governativo, delle Regioni, delle Aziende … di differenziazioni che, oltre a non riconoscere i diritti di una fascia di professionisti, possono essere attivatori di tensioni e contrasti tra professionisti che devono operare insieme per ile medesimo obiettivo. Se ci fosse stata la giusta attenzione tutto ciò probabilmente non sarebbe accaduto

Chissà se la legge di bilancio in discussione riuscirà a sanare qualcosa …!!
Ad maiora

Marcello Bozzi
Segretario ANDPROSAN – Associata COSMED

19 Novembre 2025

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