Chi è più stanco tra imprese e medici? Cimop non ci sta a questo macabro gioco

Chi è più stanco tra imprese e medici? Cimop non ci sta a questo macabro gioco

Chi è più stanco tra imprese e medici? Cimop non ci sta a questo macabro gioco

Gentile Direttore,
c'è stato un aspetto di queste festività appena passate targate Covid che va ben oltre la retorica del sacrificio e dell'amarezza. È quello che riguarda i medici che operano nelle strutture sanitarie associate all’Aiop, doppiamente amareggiati e discriminati. Il mancato rinnovo contrattuale da parte dell'Aiop, contratto che, al contrario, con grande senso di responsabilità e con correttezza, è stato sottoscritto dall’Aris, controbilanciato dal sì responsabile di Aris, merita più di qualche considerazione di merito e di metodo: mi riferisco allo sconforto di professionisti che provano, comunque, a svolgere le proprie mansioni così preziose per la collettività incorniciate in uno spirito costruttivo. Ma non senza patemi d'animo.
 
Sono giorni davvero difficili, aggravati dalla scomparsa di alcuni colleghi, come ad esempio il dott. Sergio Pascale a cui si è aggiunto il ginecologo Leonardo Nargi della Clinica Malzoni. Fatti che rendono questo Natale particolarmente mesto.
 
Dopo l'ennesimo no da parte di Aiop, reso in sede ministeriale, al rinnovo del nuovo ccnl per i medici, si va verso lo sciopero a fine gennaio. Al di là della mobilitazione sindacale, che la Cimop già in passato ha dimostrato di saper portare avanti nel rispetto di tutte le parti in causa, vorrei evidenziare la contingenza legata ai medici Aiop, discriminati, mal tutelati dalle proprietà in questa emergenza pandemica e sottopagati: attendono le festività con il solito spirito di servizio verso i propri pazienti ma con grande sconforto nei confronti sia di Aiop che delle Istituzioni.
 
Inoltre non posso evitare di ricordare e stigmatizzare le gravissime parole pronunciate dal presidente di Confindustria di Macerata, 'la gente è stanca e se qualcuno muore pazienza', e ancora le parole di Aiop secondo cui “hanno perso le aziende e non i medici”, che danno il grado di cultura sociale e culturale di alcuni imprenditori.
 
Se chi fa impresa è stanco, allora quanto stanco può essere un medico che in questa emergenza ha sacrificato tutto sull'altare del giuramento di Ippocrate?
 
I medici sono stanchi non solo per i turni o per il rischio contagio: ma sono stanchi di subire queste violenze indirette da parte di imprenditori spregiudicati che fanno prevalere gli incassi sulla salute delle persone e sul benessere dei propri collaboratori, il tutto con risorse pubbliche e sotto gli occhi delle Istituzioni.
 
Sono stanchi di assistere alla mortificazione della professione e del rispetto che si deve a diritti inalienabili, sono stanchi di vedersi relegati a medici di serie B, non degni di un rinnovo contrattuale che è stato invece concesso ai non medici: che cosa hanno i medici rispetto ai loro collaboratori non medici per meritarsi un trattamento così denigratorio?
 
Ribadisco questa tesi nel rispetto più profondo di tutte le professioni. Ma ciò non potrà in alcun modo evitare che la voce della Cimop si alzi a difesa dei medici che rappresenta, anche in questo Natale mesto e denso di assurde ingiustizie.
 
Carmela De Rango
Segretario Nazionale della CIMOP

07 Gennaio 2021

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...