Competenze digitali: Italia al quartultimo posto in Europa

Competenze digitali: Italia al quartultimo posto in Europa

Competenze digitali: Italia al quartultimo posto in Europa

Gentile Direttore,
cresce il divario nelle competenze digitali tra i 27 Paesi UE. L’Italia si colloca al quartultimo posto in Europa con 10 punti sotto la media. E’ quanto emerge da un recente studio condotto dall’ISTAT in materia di digitalizzazione e capitale umano.

Le competenze digitali, in Italia come in Europa, sono associate alle condizioni socioculturali della popolazione. Nel nostro Paese, il 59% dei giovani tra i 16 e 24 anni ha competenze digitali basali. Tuttavia, nella fascia di età compresa tra i 65 e 74 anni, la percentuale cala al 19%.

Inoltre, nel nostro Paese, solo il 46% degli adulti possiede competenze digitali adeguate, il 36% ha competenze insufficienti ed il restante 8% non ha alcuna competenza digitale. Infine, le percentuali variano – e in misura significativa – da Regione a Regione.

Dati che meritano doverosa riflessione, alla luce dei massicci investimenti in atto in tutti gli ambiti della vita comune e, in modo particolare, nel sistema salute.

Giova evidenziare che le competenze digitali consentono di cogliere le opportunità offerte dalle ICT nello svolgimento delle diverse attività della vita privata, ma diventano essenziali per l’accesso al mondo del lavoro e per la riqualificazione delle persone in cerca di occupazione.

In ambito sanitario, il possesso di competenze digitali adeguate è condizione essenziale, tanto per gli erogatori dei servizi sanitari quanto per i fruitori degli stessi.

Telemedicina, FSE, intelligenza artificiale, su cui si sta investendo (e anche tanto), senza adeguate competenze digitali, non potranno fornire quel contributo di efficienza e di sostenibilità al S.S.N.

Pertanto, onde evitare che si vanifichino gli sforzi di dotare il SSN di infrastrutture che consentano di cogliere appieno le grandi opportunità che le innovazioni tecnologiche mettono a disposizione del nostro SSN, è necessario intervenire sullo sviluppo delle competenze digitali della popolazione, soprattutto in quelle fasce d’età maggiormente interessate dalle nuove modalità di erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari.

Se quattro italiani su cinque, nella fascia d’età compresa tra i 65 e 74 anni, non hanno competenze digitali, in assenza di interventi formativi, si rischia di vanificare gli sforzi che si stanno compiendo in Italia per dotare il sistema salute di strumenti in grado di migliorare i servizi sanitari e contenere il tasso di mortalità evitabile, attualmente pari a 19,2 decessi per 10 mila abitanti.

Antonio Salvatore
Direttore del Dipartimento Salute di ANCI Campania
Vicepresidente della Fondazione Triassi per il management sanitario

24 Giugno 2024

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...