Con nuove autonomie alle Regioni colpo di grazia al Ssn

Con nuove autonomie alle Regioni colpo di grazia al Ssn

Con nuove autonomie alle Regioni colpo di grazia al Ssn

Gentile direttore,
un “colpo di coda“ di un governo ormai con le valigie pronte, in larga parte da sè solo preparate con molti provvedimenti ritenuti erroneamente contestati perché non compresi dal popolo, senza neppure un pizzico di sana messa in discussione e di sana autocritica? Oppure un “colpo basso”, l’ennesimo attentato che un SSN degno di questo nome e soprattutto dell’aggettivo “Nazionale” non merita e non può sopportare, pena la propria stessa sopravvivenza?

Di certo non un colpo di genio, se ci passate l’eufemismo. La sottoscrizione dell’accordo tra il governo centrale e le Regioni, siglato in Roma il 28 febbraio 2018, legittima il pensiero che dovesse convogliare milioni di voti entusiastici alle elezioni che si sarebbero tenute nella domenica immediatamente successiva. E così pare non sia stato, peraltro…

La legittima aspettativa di maggiore autonomia da parte delle articolazioni locali dello Stato, infatti, comprovata dalla larga partecipazione alla consultazione referendaria in proposito, ha avuto un “bonus” cortesemente concesso dal Governo in carica: in pratica la possibilità di far quello che si vuole della salute dei cittadini, a qualsiasi livello, economico e organizzativo, in barba ad ogni residua speranza di mantenere inviolato il sacro dettato dell’art. 32 della Costituzione della Repubblica che impegna lo Stato a promuovere e mantenere ogni utile azione per la tutela e salvaguardia della salute.
 
Senza individuare una parte del territorio nazionale.

Nel testo dell’art. 32  si legge inequivocabilmente “…diritto dell’individuo e interesse della collettività…”, quindi non si può prescindere dalla motivazione più alta del benessere dello Stato attraverso il benessere di tutti coloro che popolano lo Stato stesso.

Se alcune parti del territorio del Paese chiedono ed ottengono di poter organizzare la sanità pubblica in modo difforme è del tutto ovvio che esse possono solo costituire una pericolosissima “elite” di nessuna valenza generale, un modello ristretto e non innestabile in qualsiasi realtà, stanti le profonde differenze economiche e storiche tra le varie regioni italiane.

Un cittadino residente in qualsiasi punto del territorio nazionale deve invece poter contare ovunque sul medesimo trattamento e della medesima professionalità, degli stessi standard, di identica affidabilità e preparazione.

E’ questo il vero e principale compito della Repubblica: promuovere le migliori condizioni e rimuovere gli eventuali ostacoli. Gli artt. 3 e 5 della Costituzione sono lì apposta per essere letti.

E compresi, se proprio non si riesce ad afferrare immediatamente il senso che i ns. padri costituenti vollero dare ad una nazione che aveva bisogno di garanzie forti di unità ed eguaglianza.

Da un po’ di tempo invece ci sembra che qualcuno abbia dimenticato tutto.

La ricerca di facili consensi politici ed elettorali è sempre pessima consigliera.

La CISL Medici lotterà con ogni mezzo a propria disposizione per contrastare l’ennesima manovra regressiva verso un sistema che vogliamo certamente migliorare, certo, ma su tutto il territorio nazionale.

No ad una sanità a velocità diverse, con meno tutele per tutti i cittadini e i lavoratori.

Prendendo a prestito le parole del Papa Pio VII, che le pronunciò in opposizione alla protervia: non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo.
 
Biagio Papotto
Segretario nazionale Cisl Medici

Biagio Papotto

27 Marzo 2018

© Riproduzione riservata

Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi
Escludere lo psicologo dall’équipe di base delle CdC è una scelta che il Ssn non può permettersi

Gentile Direttore,nella sanità pubblica italiana siamo abituati a misurare i costi di ciò che facciamo. Abbiamo indicatori per i ricoveri, per le prestazioni specialistiche, per i farmaci. Siamo diventati meticolosi...

Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità
Il ruolo strategico del Responsabile organizzativo nelle Case della Comunità

Gentile Direttore, In Emilia-Romagna le Case della Comunità rappresentano uno dei cardini della riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria territoriale, evoluzione delle precedenti Case della Salute. Si configurano come punti di...

Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN
Nutrizione clinica e LEA: una lacuna da colmare nel SSN

Gentile Direttore, l’inserimento delle prestazioni di nutrizione clinica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un tema ormai non più procrastinabile per il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni si...

Chi ha paura dell’AI?
Chi ha paura dell’AI?

Gentile direttore,per chi scrive di sanità, e in particolar modo di infermieristica, sta diventando sempre più rischioso usare con disinvoltura la sigla AI - comunemente associata al mondo dell’Intelligenza artificiale...