Confessionali incompresi o effetto Garante privacy?

Confessionali incompresi o effetto Garante privacy?

Confessionali incompresi o effetto Garante privacy?

Gentile direttore,
apprendiamo in questi giorni dal Garante della privacy, che il Direttore dell’Azienda sanitaria di Bologna ha descritto il percorso che noi abbiamo chiamato il Confessionale come un percorso caratterizzato dalla “consegna di report statistici … e nominativi” finalizzati alla “autovalutazione” e che il “medico partecipa volontariamente” a questi incontri individualmente o in gruppo, anche nell’ambito degli incontri di NCP… Allora ci eravamo proprio ingannati!
 
Pensavamo che la consegna dei report a noi Medici di famiglia, da parte di diverse combinazioni di Medici di organizzazione e\o Farmacisti, S.U.M.E.R.I. … i cui risultati erano monitorati nella loro diversa efficacia sulle modifiche prescrittive, fosse un modo per intimorire o comunque mettere in soggezione o in difficoltà coloro che si recavano a quei colloqui.
 
Ci eravamo posti il problema, coinvolgendo l’Ufficio del Garante per la riservatezza dei dati personali, di come avremmo potuto, senza entrare nel merito delle patologie dei nostri assistiti, tutelare la nostra posizione e contemporaneamente la privacy dei nostri pazienti.
 
Nulla di tutto ciò era necessario… i report, secondo quanto affermato dall’Azienda sanitaria, ci venivano consegnati al fine della riflessione personale del medico. Il ruolo dei Medici dell’organizzazione, dei Farmacisti, dei S.U.M.E.R.I. era solo quello di “consegnare all’autovalutazione i report” e non quello di discuterne nel merito! Ne siamo sollevati, ma, in tal caso, ci permettiamo, di consigliare all’Azienda sanitaria economici Pony express o mail … senza scomodare tanti professionisti che, perlomeno in questo contesto, appaiono, sinceramente, un po’ sprecati e sottoutilizzati.
 
Nei Confessionali, infatti, non serviva il Confessore! Sempre nel documento inviato dall’ASL al Garante e con riferimento ai report nominativi, sono citati i principi di “pertinenza ed indispensabilità” nel trattamento dei dati dei pazienti. Tali principi, con tutta evidenza, escludono la possibilità persecutoria di costringere tutti i Medici di famiglia ad entrare nel merito o di dover giustificare ogni singola prescrizione e ogni scostamento dalla solita, inappropriata ed insopportabile media regionale.
 
Tali principi, non consentono, quindi, la richiesta di giustificazione su tutto e su tutti, bensì affermano una dovuta funzione di controllo dell’Azienda sanitaria nei casi di evidenti anomalie o palesi criticità. Insomma non avevamo capito proprio niente … O siamo piuttosto alle prese con quello che potremmo chiamare l’effetto Garante? Nel dubbio abbiamo inviato all’ASL e al Garante la breve nota che vi riportiamo: “Con la presente si prende atto che le procedure di controllo in oggetto, avverranno nel futuro, secondo le modalità comunicate dal Direttore generale dell’Azienda sanitaria locale di Bologna all’Autorità garante e dalla medesima validate. La scrivente segreteria non mancherà di comunicare ai propri iscritti le suddette modalità ed a segnalare al Garante palesi difformità.”
 
Fabio M. Vespa
Segretario Provinciale F.I.M.M.G. Bologna

28 Novembre 2016

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