Costa resterà del Fondo sanitario nazionale?

Costa resterà del Fondo sanitario nazionale?

Costa resterà del Fondo sanitario nazionale?

Gentile Direttore,
l’annuncio del Governo di portare il Fondo Sanitario Nazionale a 143 miliardi entro il 2026, con un piano straordinario di assunzioni, più prevenzione, domiciliarità e un tetto farmaceutico rivisto, rappresenta certamente una prospettiva positiva per la sanità pubblica. Tuttavia, il rischio concreto è che gran parte di queste risorse venga assorbita da costi già strutturali e rinnovi contrattuali, lasciando poco spazio a reali investimenti sul potenziamento del personale e dei servizi.

Il piano triennale, così come delineato, prevede 2.000 medici e 25.000 infermieri. Ma se davvero vogliamo che queste misure siano risolutive, occorre avere il coraggio politico di includere stabilmente anche gli operatori socio-sanitari (OSS), figure essenziali nei reparti ospedalieri, nell’assistenza territoriale e, soprattutto, nella domiciliarità. Parlare di prevenzione, presa in carico dei cronici e potenziamento dei servizi domiciliari senza prevedere un rafforzamento organico degli OSS significa riproporre lo stesso schema che negli anni ha generato carenze strutturali e carichi insostenibili per i professionisti sanitari. Il nostro pensiero risolutivo è chiaro, occorre inserire gli OSS nel piano straordinario di assunzioni, perché senza il loro contributo la prevenzione e la domiciliarità rischiano di restare slogan.

È necessario vincolare parte delle nuove risorse a indicatori di outcome trasparenti, così da misurare l’impatto reale su liste d’attesa, ricoveri evitabili e qualità dell’assistenza territoriale. Ed è fondamentale riconoscere il ruolo tecnico-assistenziale dell’OSS, garantendo contratti adeguati e tutele specifiche, anche nel contesto della farmacia dei servizi e dell’assistenza domiciliare integrata.

Il sindacato SHC non si limiterà a osservare, pretenderemo che gli investimenti annunciati non diventino un semplice bilancio di spesa, ma la leva per ridare dignità e sostenibilità alla sanità pubblica, a partire da chi la tiene in piedi ogni giorno. Solo così la manovra potrà davvero dirsi risolutiva.

Antonio Squarcella
Segretario Generale SHC

03 Ottobre 2025

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...